«La prima cosa che farò»: ecco le idee dei 4 candidati

1 Ottobre 2021

Il Centro ha chiesto a Rulli, Marongiu, Furia e Paolini il primo impegno da eletto Non mancano sorprese nelle risposte tra affetti familiari, lavoro e municipio

LANCIANO. Se hai un nemico fallo sindaco, recita un vecchio adagio. Eppure la corsa alle amministrative nell'anno, particolarissimo, storicamente drammatico e intenso della pandemia, ha visto, dopo le esitazioni iniziali, una nutrita gara di partecipanti, con 4 candidati, 15 liste e 347 candidati consiglieri. Segno che il mestiere più difficile del mondo, un po’ capro espiatorio, un po’ cittadino "primus inter pares" come i papi, un po’ confessore e un po’ padre di famiglia, conserva ancora intatto il suo fascino. Questa sera gli aspiranti sindaci terranno gli ultimi comizi al termine di una campagna elettorale sfibrante, partita tardissimo, dopo mille tentennamenti, che ha scontato l'incertezza del momento e anche una nuova sfiducia dei cittadini nei partiti che, però, sono ancora protagonisti della scena assieme però a un dilagante civismo. Prima che si spengano i riflettori il Centro si è fatto spiegare dai contendenti cosa faranno nel primo giorno di lavoro, appena dopo il giuramento, la fascia tricolore che pesa sul petto col suo carico di aspettative e le mani che tremano.
IVALDO RULLI
«La prima cosa che faccio», promette Ivaldo Rulli, candidato della lista civica Rilanciano Lanciano, «sarà sicuramente andare a deporre una corona ai Martiri lancianesi. I partigiani hanno dato la vita per questa città e io voglio promettere a loro che farò il massimo. Dal punto di vista amministrativo partirò dalle piccole cose: mobilità, decoro, servizi. Questa città ha bisogno di marciapiedi, verde, pensiline del bus. E voglio che i cittadini tornino ad avere fiducia nel Comune. Si è parlato tanto di distanziamento, io sono per l'avvicinamento sociale: il contatto con il sindaco deve essere diretto».
LEO MARONGIU
«Ho persone care che non ci sono più che vorrei ringraziare», si commuove il candidato del centrosinistra, «e che sarebbero fiere di me. Poi il mio primo pensiero andrà al lavoro, a questa crisi che sta mordendo la Val di Sangro con le vertenze Sevel e Sanmarco. Voglio subito confrontarmi col territorio, gli altri sindaci e i ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico per capire cosa possiamo fare e attivarmi da subito. Il mio slogan è una Lanciano per tutti perché vorrei disegnare una città accessibile, sostenibile, che guardi alle nuove generazioni e ai nonni».
SERGIO FURIA
«Dedicherei questa vittoria ai tanti che mi hanno supportato in queste settimane», dice il candidato M5S, «candidati, parlamentari, allo storico incontro con Giuseppe Conte in piazza. Tra i primi punti del programma c'è quello di ascoltare le contrade, convocare una consulta di tutte le 33 contrade per evidenziare e affrontare i problemi dei cittadini. Il secondo passo sarà verificare numeri e trasparenza di bilancio per avere contezza delle risorse a disposizione».
FILIPPO PAOLINI
«Un grazie lo devo a tutti quelli che hanno creduto in me e che mi hanno scelto per rappresentarli in questa tornata elettorale», interviene il candidato del centrodestra ed ex sindaco, «per avviare la macchina amministrativa poi, non si può prescindere dal verificare la capacità finanziaria del Comune ed è necessario rivedere l'organizzazione dell'ente. Tra le cose che faremo subito c'è l'Ufficio relazioni con il pubblico che funzionerà con apertura a orario continuato e nel quale troveranno adeguato spazio l'Informagiovani, Europe Direct, Informadonna, Informahandicap».
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