La prima volta con zero contagi
Fine settimana senza positivi in città, casi in provincia. Ricoverati in calo del 14%
CHIETI. Primo fine-settimana a zero contagi a Chieti città. Chieti non ha fatto segnare casi positivi al coronavirus né nella giornata di sabato scorso né in quella di domenica. Sull’intero territorio provinciale, però, la settimana appena trascorsa ha fatto segnare un piccolo aumento dei contagi. Non si tratta di un aumento allarmante, come specifica l’epidemiologo della Asl Pasquale Falasca che ogni settimana redige un report per l’azienda sanitaria in cui analizza i dati e scatta una fotografia il più accurata possibile sull’andamento del virus sul territorio provinciale.
«In provincia di Chieti», si legge nella relazione, «la situazione epidemiologica del Covid-19, nella scorsa settimana subisce una leggera oscillazione in aumento (+15%) che però non altera la tendenza alla progressiva riduzione dei nuovi casi per 100.000 abitanti che si sta verificando in Abruzzo e in Italia. Nella settimana ci sono stati 94 casi ogni 100.000 abitanti (51 casi al giorno)».
I focolai sono residuali e interessano soprattutto alcuni comuni delle aree interne, ma anche, sebbene in modo non preoccupante, i centri più grandi di Lanciano, Vasto e Ortona. Sui 104 comuni della provincia, solo 8 superano la soglia critica, fissata a livello nazionale, dei 250 casi per 100mila abitanti. Sono tutti piccoli comuni, si tratta di: Carunchio, Guilmi, Dogliola, Taranta Peligna, Palena, Celenza sul Trigno, Lentella e Monteodorisio. Una buona notizia riguarda, invece, il numero dei casi ricoverati (127) che è sceso del 14% (di cui 43% collocati in strutture a bassa intensità di cura). Il tasso mensile per 100.000 abitanti di aprile (il giorno 24) è sceso di -72% rispetto a febbraio e del -66% rispetto a marzo 2021. Dal primo gennaio al 25 aprile sono stati effettuati oltre 287.000 tamponi con il 76% della popolazione testata. Sono state somministrate 104.754 dosi vaccinali (68,8% prima dose, 31,2% di richiamo) raggiungendo il 19,2% della popolazione con la prima dose e l’8,6% con la seconda dose. (a.i.)

