La Pro Loco: la città punti sulla cultura

Nello studio la necessità di creare eventi utilizzando in maniera diversa il patrimonio storico e le manifestazioni
LANCIANO. È la cultura l’asse strategico su cui basare lo sviluppo locale e la promozione turistica di Lanciano. È quanto sostiene lo studio della Pro Loco Unpli Chieti, voluto dall’assessore alla cultura e al turismo Marusca Miscia, e presentato ieri ad addetti del settore culturale e turistico, a Rosaria Mencarelli, Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per l’Abruzzo, Claudio Bocci, già direttore Federculture e a Massimiliano Monetti, presidente Confcooperative Abruzzo. Uno studio che parla di Lanciano città della musica, futura “città creativa Unesco”, come Roma o Parma. Città che non si basa solo sul turismo religioso, che poi è “mordi e fuggi”, ma vuole sviluppare un turismo basato sulla cultura e l’innovazione, sulla creazione di eventi, uso del patrimonio, dei luoghi in modo creativo e diverso, su nuovi itinerari legati alla musica, alla tradizione come le feste che creano interesse e spingono le persone a pernottare in città.
IL COMUNE. «Sarebbe stato facile fare qualcosa di concreto e immediato come cartelli e app», dice l’assessore Miscia, «rispondendo così all’esigenza di rafforzare la comunicazione su Lanciano. Ma, confrontandoci, abbiamo capito che non sarebbe stata la scelta giusta. Serviva uno studio che indicasse su cosa basare le nostre scelte, i punti di forza della città oltre la parte spirituale e religiosa. Lo studio Unpli indica gli elementi di riferimento per definire una strategia per lo sviluppo culturale che fa da base alla promozione turistica della città».
LO STUDIO. In 60 pagine Carlo D’Angelo e Paolo Sacchetti presentano il loro percorso alla scoperta della città che sul fronte turismo ha una lacuna grave: non ha dati sulle presenze. «Dobbiamo recuperali per impostare una strategia migliore», dicono i progettisti, «ma abbiamo una base solida su cui partire. Qui c’è un tessuto culturale consolidato, diffuso e frammentato; ci sono investimenti nella cultura, ma devono essere meglio strutturati; c’è una vivacità culturale con tante associazioni; ci sono spazi e luoghi con potenziale culturale altissimo ma da usare in modo diverso; c’è una tradizione nelle industrie creative e ci sono strutture ricettive e para-ricettive di natura prevalentemente “non convenzionale” cioè un hotel “classico” e molti B&B, agriturismo e affittacamere. Su queste basi abbiamo calato progetti di sviluppo basati sulla musica, sulla creatività, l’innovazione che vanno condivisi e implementati».
L’UNESCO. Che Lanciano sia città della musica è noto, tra l’Emf, la scuola civica di musica, la banda Fenaroli, il centro studi Masciangelo, lo studio evidenzia anche i legami della musica con le principali manifestazioni cittadine: Feste di settembre, Settimana Santa, e l’importanza di avere un luogo, il Parco delle arti musicali. «Parco che va usato di più e in modo diverso», suggeriscono i progettisti, «magari aprendoci un caffè artistico o dedicando uno spazio all’accoglienza e all’informazione turistica». Ripensare i luoghi è un altro punto della relazione. Nuova vita ad esempio all’Auditorium dove fare esposizioni, spazi lettura, aree passeggio e caffè, percorsi per conoscere la storia della città. Nuova l’idea di fare di Lanciano città creativa Unesco cioè quelle città che fanno delle creatività e dell'industria culturale il centro dei piani di sviluppo. «Qui c’è la Casa editrice Carabba, la Tipografia Masciangelo, studi professionali, liceo artistico, polo museale, biblioteche e librerie che la rendono creativa». Serve un gestore del sistema. Due le alternative: un terzo, fondazioni e cooperative, o il consorzio universitario.
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