La Processione non si farà Un altro anno senza corteo

Il governatore del Sacro Monte dei Morti: «Contagi in rialzo e assembramenti, così è impossibile organizzarsi». Stop alle prove del Miserere per 300 coristi
CHIETI. «Anche quest’anno non si farà la Processione del Venerdì Santo». Giampiero Perrotti, governatore dell’arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, è realista: «Ci servirebbe un miracolo», dice, «visto l’andamento della pandemia con i contagi in rialzo, al 99,99% la processione non si farà». Resta uno 0,01% di speranza illusoria ma ormai è certo che l’appuntamento più sentito dai teatini, così dice Perrotti, «non si svolgerà, almeno nella sua forma abituale». Il 10 aprile dell’anno scorso, l’arcivescovo Bruno Forte sfilò da solo in una città deserta. E il prossimo 2 aprile potrebbe ripetersi la stessa scena: tutti a casa e rischio multe per chi va in strada.
Coristi, musicisti, gli incappucciati e i valletti al seguito della statua del Cristo morto: la processione teatina, una tra le più antiche d’Italia, mette insieme circa 1.200 persone, senza contare il pubblico – solitamente 30mila anime – che si assiepa lungo le strade del centro storico. «Attualmente, non ci sono le condizioni per un assembramento del genere», dice Perrotti, «vedremo di fare qualcosa di alternativo: ne parlerò con l’arcivescovo nei prossimi giorni e poi anche con il prefetto Armando Forgione e il questore Annino Gargano». L’ipotesi è un corteo simbolico, dal Seminario regionale alla cattedrale di San Giustino, con i 7 simboli della Passione, realizzati dal teatino Raffaele Del Ponte, tenuti ancora chiusi nei locali dell’arciconfraternita all’interno della chiesa.
Perrotti ha scritto già una lettera ai trecento del Miserere per annunciare che non ci saranno le tradizionali prove del brano struggente del compositore teatino Saverio Selecchy: «Il mercoledì delle Ceneri sarebbero dovute iniziare le prove per i 150 coristi e i 150 musicisti nella chiesa di Mater Domini e alla caserma Pierantoni», spiega Perrotti, «ma non è possibile. Niente prove». La lettera di Perrotti, inviata ai maestri Loris Medoro e Giuseppe Pezzullo, si chiude con un «arrivederci al 2022» quando il vaccino dovrebbe cancellare il coronavirus.
«Ci dispiace ma è un sacrificio necessario», spiega Perrotti. Per un rito che secondo la leggenda risale all’anno 842 e che non si è piegato neanche alla Seconda guerra mondiale e alla grande nevicata del ’56, una sospensione di due anni consecutivi rappresenta un record: «Non era mai accaduto», dice Perrotti. Un mito senza tempo che ha colpito i grandi nomi della cultura, a partire da Gabriele d’Annunzio che la definì «una fontana di lacrime», e poi il pittore Michetti, lo storico Mommsen, lo scrittore Sabatier e il musicista Tosti. Nel 1953, se ne occupò anche Radio Rai con la giornalista Pia Moretti; 58 anni dopo, nel 2011, la processione sbarcò sulla Bbc.
Lo scorso anno il Venerdì Santo trascorse con il Miserere suonato dai balconi e con la camminata in solitaria di Forte con la croce in mano. Con un fuori programma che, in diretta su Rete 8, videro tutti: in corso Marrucino, il Cristo si staccò improvvisamente dalla croce.

