La protesta al San Camillo: striscioni anche a Ferragosto

ATESSA. Non demorde dalla battaglia il comitato in difesa del territorio: un presidio si è riunito anche il giorno di Ferragosto, davanti al San Camillo, per ricordare il senso dell’azione. «Dopo 5...
ATESSA. Non demorde dalla battaglia il comitato in difesa del territorio: un presidio si è riunito anche il giorno di Ferragosto, davanti al San Camillo, per ricordare il senso dell’azione. «Dopo 5 mesi dallo smantellamento dell’ospedale non si vede nulla all’orizzonte. Il distretto non ancora viene riportato, dei reparti che ci hanno tolto (lungodegenza, medicina e riabilitazione), ad oggi abbiamo visto solo la medicina. Si parla di ricoveri con diagnosi infermieristica che non è proprio quello che avevano detto, non vorremmo che ci rifilino un Pta travestito da altro. Il pronto soccorso, limitato nell’impiego di apparecchiature, assomiglia più ad un punto di primo intervento».
Il comitato si sofferma anche sulla nuova strumentazione – tra cui tac ed ecografi – arrivati in dotazione al San Camillo: «Dobbiamo ringraziare la generosità degli imprenditori, delle associazioni e dei cittadini e non certo la direzione sanitaria che non ha ancora investito un centesimo sulle strutture e, soprattutto, sul personale che deve far funzionare i macchinari stessi. Noi vogliamo la verità, vogliamo che si attui quanto dichiarato e vogliamo vedere il piano di investimenti su attrezzature e personale realmente previsti per Atessa. Vogliamo che si vada avanti per il riconoscimento di ospedale di area disagiata con tutto quello previsto, a partire dalla piccola chirurgia. Rivogliamo subito il distretto, il cui spostamento ha creato e crea disagi enormi. Gli spazi ci sono, forse è la volontà che manca».
«Puoi andare all’ospedale di Atessa solo dalle 8 alle 20 e nei giorni feriali», afferma Andrea Marcolongo, che fa parte del comitato. «A Ferragosto», spiega, «ho accompagnato mia moglie al San Camillo per sospette coliche addominali. Ci hanno mandato a Lanciano perché non c’è nessuno che fa funzionare la famigerata tac nei giorni festivi: manca il personale. Sono gli investimenti, soprattutto in personale, che denotato la volontà di un’azienda».

