La protesta degli studenti: «Salviamo la nostra Terra»

Oltre 150 attivisti tra giovani e associazioni al corteo per l’emergenza climatica L’appello alle istituzioni: «Ora azioni concrete contro i rischi di disastri naturali»
CHIETI . Le voci del movimento Fridays for future si sono fatte sentire ieri mattina. Più di 150 attivisti hanno invaso le vie del centro storico di Chieti per protestare contro l’emergenza climatica. «Cara Terra mia, che razza di futuro troverai», scrivono i ragazzi su uno dei tanti striscioni innalzati durante la manifestazione. Secondo i partecipanti all’iniziativa, quello del clima è un tema ormai non più rimandabile. Eppure «la politica non ci considera», lamenta Rebecca Rossi, referente Fff (Fridays for future) Chieti, «quasi nessun partito ha inserito nei programmi dei piani per contrastare la crisi climatica e si continuano a sostenere i combustibili fossili e i gas che aggraveranno presto la situazione».
STUDENTI IN PIAZZA
C’è stata una larga partecipazione dei ragazzi delle scuole teatine. «Oggi sono qui perché ci tengo a protestare per l’ambiente. È un argomento su cui, per quanto sembra che se ne parli, non c’è attenzione», spiega Annagaia Di Bartolomeo, studentessa del terzo anno di liceo artistico. «Questa manifestazione è stata anche una grande esperienza formativa», afferma Marta Del Negro della Consulta giovanile di Vasto. Il corteo, radunato in piazza Garibaldi, ha invaso il centro con cartelloni, striscioni e megafoni fino all’arrivo alla villa comunale, dove i partecipanti hanno potuto far sentire la propria voce al microfono ed esprimere liberamente le proprie riflessioni sul problema climatico.
I TEMI
Tante le tematiche discusse: approvvigionamenti idrici, innalzamento delle temperature, scioglimento dei ghiacciai, combustibili fossili e gestione governativa. Oltre ai cittadini e agli studenti, a sostenere lo sciopero climatico ci hanno pensato anche molte associazioni tra cui Legambiente, Libera, Arcigay, Cgil, Unione degli studenti (Uds), Consulta giovanile Vasto e Forum H2O. Vogliono vedere «fatti concreti in politica per l’ambiente», dice Renato Di Nicola, rappresentante dell’associazione Forum H2O».
LE VOCI
Anche Francesco De Benedictis dell’Uds è determinato a far sentire la propria voce anche se ben cosciente del fatto che «non sarà una lotta facile». Durante la manifestazione, i giovani hanno dedicato un momento di riflessione al recente alluvione nelle Marche, esempio di come il pianeta stia mandando chiari segnali all’uomo: «Si ostinano a chiamarlo maltempo», dice Ottavia Cascini, altra referente Fff Chieti, «la verità è che è un problema legato alla crisi climatica». Gli eventi dell’ultimo periodo preoccupano gli attivisti: «Siamo abituati a pensare che alcuni eventi accadano solo sulle coste statunitensi e non nel Mediterraneo», conclude Cascini, «ma oggi in Italia non sono mai stati così frequenti e la ragione è proprio la crisi climatica e l’innalzamento delle temperature».
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