La protesta dei giostrai: «Non ci fanno lavorare»

6 Agosto 2020

Piazza Memmo indisponibile per il cantiere del nuovo terminal bus della Pietrosa Vacone: noi abbandonati dal Comune. Il sindaco: propongano un’alternativa 

LANCIANO . «Ci viene negato il diritto al lavoro». Così Piera Vacone, rappresentante di una sessantina di giostrai, commenta l'indisponibilità all'utilizzo di piazza Memmo (terminal bus della Pietrosa) nel corso delle festività patronali di settembre. Il cantiere per il nuovo terminal viene aperto e presentato oggi alla presenza del presidente di Tua, Gianfranco Giuliante e del sindaco Mario Pupillo ed è automatico che, con i lavori in corso, il Luna Park destinato ai ragazzi più grandi, tradizionalmente dislocato alla Pietrosa, non potrà essere allestito. «Si tratta di lavori», aveva annunciato il primo cittadino nel corso della presentazione delle Feste di settembre, «che necessitano del bel tempo. Non possiamo rischiare di rinviare di un mese l'intervento per poi farlo bloccare alle prime piogge. Per questo genere di lavori il tempo è fondamentale». E lo è tanto più se si pensa che la nuova autostazione era attesa dal 2010.
Per i giostrai la situazione rappresenta tuttavia un grave problema. Con l'area del terminal occupata dai lavori quasi sicuramente anche la piazza soprastante, il parcheggio di Piazza D'Amico, non potrà ospitare le giostre destinate ai più piccini, una ventina di attrazioni. Questo perchè si sacrificherebbero troppi posti auto in un periodo già sanguinoso per l'economia e il commercio cittadini e perchè, con la riapertura delle scuole, il 14 settembre, sarà necessario predisporre una corsia preferenziale per i numerosi autobus extraurbani del trasporto scolastico. «Stiamo attendendo che i giostrai ci sottopongano un piano alternativo», aveva spiegato Pupillo, «dato che abbiamo proposto l'area Fiera, ma non è stata accettata».
«Siamo amareggiati e arrabbiati», dichiara la Vacone, «siamo stati abbandonati dal Comune e ci hanno detto che non è possibile parlare col sindaco fino alla seconda metà di settembre, praticamente a feste finite. Qui si tratta di sfamare delle famiglie che senza le giornate lancianesi subiranno un pesante contraccolpo economico. Le feste di Lanciano da sempre e tradizionalmente si associano alle giostre, ma le feste avvengono in centro, non in periferia. Che senso ha spostarci in contrada Iconicella? Chi ci verrebbe? Cosa costa spostare di un mese il cantiere dopo che si è atteso tanti anni per questo intervento?». Per i giostrai un'alternativa valida potrebbero essere l'area dell'ex stazione Sangritana, a ridosso dei viali delle Rose per le giostre dei più grandi e piazza Unità d'Italia per quelle dei più piccoli. Ma toccherebbe al Comune sistemare gli ex binari per ospitare in sicurezza il Luna Park. Tutto pronto invece dal punto di vista delle normative anti-Covid. «Stiamo lavorando in diverse località abruzzesi», spiega la Vacone, «con tutti i permessi e i dispositivi necessari, sanificando prima e dopo le attrazioni, predisponendo dispenser e invitando al distanziamento. Non ci siamo mai sottratti alle regole e non lo faremo ora».
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