La protesta di Gamberale: «Al voto sotto la neve»

29 Settembre 2018

Il sindaco contesta la data delle elezioni regionali e scrive a Corte d’appello e Salvini «Penalizzati i comuni montani, il 10 febbraio si rischia la paralisi per il maltempo»

GAMBERALE. «Non si può immaginare una campagna elettorale nei mesi di gennaio e febbraio sui territori montani. La data scelta per le elezioni regionali penalizza notevolmente le aree interne sotto questo punto di vista». Così scrive il sindaco di Gamberale Maurizio Bucci in una lettera al presidente della Corte d’appello Fabrizia Ida Francabandiera e lo fa per stigmatizzare la scelta del 10 febbraio per l’elezione in Regione. Bucci, per conoscenza, ha inviato le sue riflessioni anche al ministro dell’Interno, Matteo Salvini. «Non intendo entrare nel merito del tecnicismo che ha condotto a stabilire quale data utile per il rinnovo del consiglio regionale della Regione Abruzzo il 10 febbraio 2019, ma mi permetto di segnalare alla vostra attenzione alcune questioni che stridono fortemente con la data stabilita», dice il sindaco. Bucci parla con cognizione di causa: il suo comune si trova a 1.343 metri d’altitudine e, insieme ad altri trenta comuni abruzzesi situati al di sopra dei mille metri, deve convivere con le difficoltà degli inverni rigidi. «Tenuto conto che avrete valutato “tecnicamente e giuridicamente” come stabilire la data delle elezioni, mi pongo la domanda se avete anche tenuto conto della territorialità che contraddistingue l’Abruzzo. Suppongo», dice Bucci, «che tale attenta valutazione non sia stata da voi affrontata perché altrimenti avreste scelto sicuramente un’altra data. Negli ultimi anni, l’Abruzzo ha subito nevicate copiose in tutta la regione fino alla costa, ma, mentre sulla costa tali fenomeni di entità consistente possono essere considerati eccezionali e sporadici, cosa diversa è per i comuni montani che al 10 di febbraio saranno alle prese con i piani neve».
Tra i 100 comuni più alti d’Italia ben 10 sono abruzzesi (tra cui Gamberale) e, in particolare, in Abruzzo 31 comuni sono localizzati oltre i mille metri, 14 oltre i 900 e 30 oltre gli 800, altezze che ovviamente dimostrano come il territorio abruzzese sia per il 25% territorio montano e la cui popolazione residente raggiunge quasi i 75mila abitanti. «Vi invito ad immaginare in quei giorni di febbraio», dice Bucci, «una copiosa nevicata e ad immedesimarvi nei sindaci dei comuni montani, che prima di tutto dovranno tutelare la salute pubblica sgombrando le strade che hanno priorità (malati gravi, anziani, bambini malati) e poi potranno dedicarsi alle problematiche legate ai seggi elettorali, o immedesimarvi negli elettori bloccati, a cui potrebbe essere impedito il sacrosanto diritto della campagna elettorale e del voto a causa del ghiaccio e della neve». Per Bucci, con la scelta del 10 febbraio, «le aree interne da parte delle istituzioni non siano state proprio prese in considerazione, svantaggiandole ulteriormente. Sarebbe stato opportuno far svolgere la tornata elettorale entro la fine del mese di novembre così da evitare problemi».