La protesta garbata dei prof dell’Ateneo

I docenti della d’Annunzio consegnano una lettera al rettore. Trinchese: e noi disprezzati e mortificati dallo Stato
CHIETI. Arriva anche a Chieti la protesta dei professori universitari. Nella tarda mattinata di ieri una nutrita delegazione di docenti di tutte le fasce (professori ordinari, associati e ricercatori) e di tutti i dipartimenti dell’ateneo teatino-pescarese hanno incontrato il rettore Carmine Di Ilio chiedendogli di farsi interprete e portavoce delle loro esigenze in seno alla Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane.
È stato il professor Stefano Trinchese, direttore del dipartimento di Lettere, a parlare per tutti, leggendo il testo di una lettera consegnata al rettore, così come è avvenuto negli altri atenei italiani.
La protesta riguarda il blocco degli scatti stipendiali della docenza universitaria, “scatti di nuovo bloccati a partire dal 1° gennaio di quest’anno, per il quinto anno consecutivo”, si legge nella lettera, “mentre a tante altre categorie del pubblico impiego tale blocco è stato via via revocato. A parte il danno economico, il perdurare del blocco solo nei nostri riguardi ci appare discriminatorio e lesivo della nostra dignità di docenti universitari, quasi che noi soli ormai si faccia parte della spesa improduttiva che è bene, ma anche facile, tagliare”.
Sbloccare gli scatti e il riconoscimento a fini giuridici (non dal punto di vista economico) del riconoscimento del quadriennio 2011-2014 sono le richieste dei prof al governo. Per capire cosa significa il blocco degli scatti stipendiali, una docente ha portato come esempio il proprio caso personale: lei è professore associato alla “d’Annunzio” dal 2010 ma sul suo cedolino dello stipendio risulta che ha soli 8 mesi di anzianità di servizio, con relativo trattamento economico. «Un’università maltrattata», la definisce Trinchese, perché «non ha più facoltà ma solo dipartimenti, ha sempre meno fondi a disposizione, ha il turn over bloccato e i professori sono mortificati, se non in qualche maniera disprezzati dalle strutture economiche dello stato centrale nel loro stipendio e nel loro incentivo a sempre meglio poter operare nei confronti del loro stipendio». Insieme a Trinchese erano presenti: Antonio Maturo, Stefano Pasotti, Giancarlo Quiriconi, Franco Blezza, Alessandro Pancheri, Francesco Caccamo, Irene Fosi, Claudia Fabrizio, Iole Carlettini e Carlo Tedeschi del dipartimento di Lettere, Antonio Basti di quello di Architettura, Matteo Neri, Renata Ciccarelli, Patrizia Di Iorio, Francesco Caciagli, Maria Cristina Curia, Gabriella Mincione, Giuseppe Cipollone e Francesca Alparone di quello di Scienze mediche orali e biotecnologiche, Marisa Cacchio e Camillo Di Giulio di Scienze dell’invecchiamento e Paola Nardone di Economia.
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