La Prova del cuoco va in piazza con la diretta di Rai Uno

GUARDIAGRELE. Sbarca oggi nella cittadina “La Prova del cuoco”, il programma di cucina di Rai Uno, tratto dal format Ready Stany Cook della britannica Bbs, creato da Antonella Clerici e ultimamente...
GUARDIAGRELE. Sbarca oggi nella cittadina “La Prova del cuoco”, il programma di cucina di Rai Uno, tratto dal format Ready Stany Cook della britannica Bbs, creato da Antonella Clerici e ultimamente rinnovato dalla sua attuale conduttrice Elisa Odoardi, fidanzata del vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini. Nel corso della trasmissione che inizia alle 11,30, sarà infatti effettuato un collegamento con piazza Santa Maria Maggiore nel corso del quale alcuni chef locali presenteranno una serie di piatti della tradizione culinaria guardiese. Successivamente, in una cucina casalinga sarà realizzato uno dei piatti più noti e prelibati della gastronomia locale. Sempre all’interno del programma prodotto da Endemol Italia, non mancheranno sorprese.
Non è la prima volta che Guardiagrele balza agli onori della cronaca nazionale per le sue eccellenze enogastronomiche. Nel maggio del 2017 infatti, festeggiò il ritorno nella cittadina del pluripremiato chef stellato di origini guardiesi Mauro Colagreco, proprietario del ristorante Mirazur di Mentone, sulla Costa Azzurra, classificato, secondo la “World’s 50 Best”, primo ristorante di Francia e sesto nel mondo. In quell’occasione, il sindaco Simone Dal Pozzo, conferì a Colagreco la cittadinanza guardiese e fu realizzata una trasmissione culinaria che ando poi in onda in ambito nazionale su Canale Nove. «Ancora una volta», sottolinea l’assessore comunale al turismo Piergiorgio Della Pelle, «una trasmissione televisiva nazionale sceglie come proprio set televisivo Guardiagrele per l’enogastronomia ed è su questo attrattore turistico che stiamo lavorando. La scelta operata da molti registi e produttori nazionali di valorizzare le eccellenze di Guardiagrele ci consente di avere una narrazione diretta di ciò che abbiamo, senza impegnare risorse pubbliche». (g.i.)
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