La Provincia cerca avvocati per le cause

Bando da 160mila euro revocato dopo lo stop del Tar: niente più staff fisso, ora Pupillo punta sui contratti a chiamata
CHIETI. La Provincia di Chieti cerca avvocati e apre un bando per «professionisti qualificati». A stretto giro i legali, non soltanto teatini ma di tutta Italia, potranno avanzare la propria candidatura per 5 settori: civile, penale, amministrativo, tributario e lavoro. Dopo la sentenza del Tar di Pescara che, il 15 dicembre 2017, aveva annullato l’appalto da 160mila euro per le consulenze legali dell’ente a causa di errori nella valutazione dei curriculum dei 16 avvocati in lizza ordinando «un nuovo esame», il presidente della Provincia Mario Pupillo ha deciso di abbandonare quel piano portato avanti da due anni ma senza esito e di cambiare strada: niente più gara d’appalto per trovare uno staff di avvocati fisso e sempre al servizio dell’ente ma contratti a chiamata «nel rispetto», così assicura la delibera della Provincia, «dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità e pubblicità».
La Provincia non può fare a meno degli avvocati esterni perché non ha più personale con titoli legali: «Dal 31 dicembre 2014», spiega un documento dell’ente, «l’avvocatura interna è rimasta sprovvista dell’unico funzionario abilitato all’esercizio della professione forense iscritto all’albo speciale degli avvocati di Chieti, in quanto transitato ad altro ente per mobilità». Per questo, dal 2015, la Provincia affidò le consulenze legali all’esterno scegliendo un raggruppamento temporaneo di professionisti costituito dagli avvocati Gianni Maria Saracco (capogruppo), Laura Formentin, Fabrizio Colasurdo, Domenico Colletti e Raffaella Di Giovanni, per la durata di un anno a partire dal 1° giugno 2015. A distanza di tre anni, gli stessi avvocati continuano ad assistere la Provincia in virtù di proroghe. Dopo l’affidamento di tre anni fa, nel 2016, la Provincia avviò la procedura negoziata – poi contestata al Tar – vinta dall’avvocato di Roma Gennaro Terracciano con un’offerta di 112mila euro. Il Tar, però, aveva stoppato l’aggiudicazione dell’appalto accogliendo il ricorso dei secondi classificati: l’avvocato e docente di Diritto amministrativo all’università del Salento Francesco Vetrò (capogruppo), Andrea Gandino, Alessandro Paire, Fabio De Massis, Jaques Fosson e Roberto Succio avevano contestato il punteggio attribuito all’offerta tecnica dello studio romano. Per i giudici, la Provincia avrebbe sbagliato a valutare l’esperienza dei legali partecipanti alla gara, a partire dal diritto penale quasi ignorato nella comparazione dei curriculum. Ma, ora, Pupillo, sulla base di un parere dell’avvocato Vincenzo Antonucci, ha deciso che sceglierà gli avvocati, di volta in volta, «senza discriminazioni».

