«La pulizia del parco in ritardo»

D’Ovidio: «Ma in quell’area servono prima accertamenti sul rischio idrogeologico»
LANCIANO . «Finalmente dopo quasi tre anni di amministrazione Paolini ci si accorge delle condizioni del parco Diocleziano, davanti al quale il sindaco si fece un video elettorale per denunciarne le condizioni di abbandono e la necessità di ridargli vita ma una volta eletto se ne è dimenticato»: è la stoccata di Eugenio D’Ovidio, imprenditore ed ex consigliere comunale, che tira ora che è iniziata la pulizia dell’area. Il Comune, grazie alla Ecolan dopo le lamentele dei residenti di Lancianovecchia per il degrado dell’area e problemi igienico sanitari, ha avviato la bonifica del parco, croce di ogni amministrazione a partire proprio da quella di Filippo Paolini che lo volle e inaugurò nel 2008, dopo quattro anni di lavori e due milioni e mezzo di euro spesi.
«La pulizia è sacrosanta e anzi andrebbe fatta più spesso», riprende D’Ovidio, «ma la zona è soggetta a un grave problema di dissesto idrogeologico e prima di altri interventi andrebbero fatte indagini serie, soprattutto se si pensa ad un’area fruibile per i cittadini. E pare sia così, visto che si attendono i 900mila promessi dall’ex assessore regionale Nicola Campitelli per rimetterla in sesto. Non sono contro i fondi, ma se si vuole rendere l’area davvero un parco, i soldi andrebbero spesi dopo accertamenti, indagini a livello geologico visto che il problema frane peggiora ogni giorno di più. Ci sono smottamenti, tanto che mi viene da chiedere se le abitazioni che sono poste al bordo del costone sul Diocleziano siano in sicurezza. Ho diversi dubbi sui lavori da fare e le indagini non fatte, perché la giunta Paolini, ferma e inconcludente, quando va bene sposta la cenere sotto al tappeto come ha fatto per i lavori sulla parte bassa e carrabile di corso Trento e Trieste, sulla quale ha messo una griglia di rinforzo per poi farci un parcheggio sopra».
Insomma, area delicata, nell’abbandono totale da decenni, il parco Diocleziano prima di inghiottire altri soldi andrebbe messo in sicurezza per l’ex consigliere, o quanto meno “analizzata”. «La crisi climatica e la concomitanza con fenomeni atmosferici sempre più estremi», chiude D’Ovidio, «consiglierebbero una grande cautela in quell’area, cautela non immobilismo o “sparate” elettorali».
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