La rabbia degli studenti scende in piazza

I ragazzi di Savoia e Masci oggi in corteo. La preside Angeloni bacchetta la Provincia e invita gli alunni a cessare la protesta
CHIETI. Appuntamento alle 8.30 in piazza Garibaldi, poi tutti in corteo fino alla sede della Provincia. Dove sperano di parlare con il presidente Francesco Menna. È la protesta degli studenti dell’istituto Luigi di Savoia, la scuola più grande della città con 1.350 iscritti, a cui si uniscono anche gli 800 del liceo scientifico Filippo Masci. I primi lamentano i disagi causati dal maxi cantiere per la ristrutturazione della sede di via D’Aragona. I secondi, invece, a scuola non ci sono ancora potuti rientrare a causa del mancato arrivo delle certificazioni della nuova sede realizzata nella ex caserma Berardi. Lo sciopero è stato indetto dal Savoia, ma la questione del Masci rischia di attirare maggiore attenzione, viste le notizie per niente rassicuranti circa i collaudi previsti in settimana nella sede alla Berardi.
CORTEO STUDENTESCO
A indire il corteo di protesta sono stati i tre rappresentanti del Savoia Ernesto Agostinelli, Alice Caramanico e Ascanio D’Amicodatri. La scuola è al suo terzo giorno di sciopero. A creare problemi è sia la convivenza con il cantiere per la ristrutturazione sia il fatto che una delle quattro sedi in cui sono stati suddivisi i ragazzi, quella del Seminario regionale, ha mostrato più di una criticità. Si lamenta la mancanza di sedie, banchi, lavagne e cestini per i rifiuti. Senza contare intonaci e controsoffittature in pessimo stato, finestre rotte e altri problemi. Alcuni dei quali sono stati però sanati. A partire da banchi e sedie, per continuare con la porta antipanico che è stata sbloccata personalmente dal funzionario della Provincia Francesco Faraone che anche ieri si è occupato principalmente di queste due scuole, oltre ad assicurare lo spazio nella vecchia sede del Masci in via Vernia per cinque classi del vicino liceo Isabella Gonzaga.
NERVI TESI
Richiamando gli studenti a un maggiore senso di responsabilità, s’è fatta sentire anche la consigliera provinciale delegata alle scuole Silvia Di Pasquale che, però, nel parlare di poca concertazione da parte della scuola con la Provincia, ha suscitato una dura risposta della preside Grazia Angeloni. «La mancata concertazione con la dirigenza della scuola, riferita dalla consigliera», ha detto la preside, «viene contraddetta dalle affermazioni della stessa consigliera, quando dice di aver fatto lei stessa sopralluoghi al Seminario e di aver rilevato che i banchi erano stati inseriti e disposta la mobilia, secondo quanto era stato comunicato dalla dirigente scolastica. Il raccordo scuola-Provincia non è mai venuto meno, tanto è vero che la Provincia ha ricevuto innumerevoli pec da parte della scuola, le ultime delle quali proprio sui vetri rotti. Se ne è parlato anche all’ultimo tavolo prefettizio. Del rapporto quotidiano con la Provincia sono tutti testimoni, pertanto invito tutti ad avvalersi di parole che hanno senso e peso». Quanto ai ragazzi, la preside invita a terminare lo sciopero e «a venire a scuola, perché ciò che lamentano è risolto». Angeloni ricorda anche che è stata lei «a pretendere i documenti sulla fruibilità delle 19 classi che restano nella sede centrale non interessata dai lavori».
PARLA MENNA
Sulle criticità delle due scuole parla oggi il presidente della Provincia Menna. Fresco di viaggio di nozze, il presidente riceverà questa mattina i ragazzi scesi in corteo, ma molto probabilmente si troverà di fronte anche i genitori del Masci, fortemente preoccupati dalle ultime notizie sui collaudi che potrebbero far slittare ancora la riapertura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

