«La Regione riconosca qui l’ospedale di zona disagiata»

Guardiagrele. Appello del sindaco per la riapertura del Santissima Immacolata «Se serve vanno forzati i tavoli tecnici: è una battaglia di tutta la cittadina»
GUARDIAGRELE. «L’adozione di un formale provvedimento per riconoscere l’ospedale di Guardiagrele “Presidio di area disagiata” è un atto non più rinviabile». Il sindaco Simone Dal Pozzo, si rivolge così alla Regione, sostenendo la posizione espressa dal consiglio comunale nel dicembre 2015 quando, con una delibera votata all’unanimità è stato formulato un documento portato di recente all’attenzione della Regione. «Lo scorso 28 novembre», precisa infatti Dal Pozzo, «ho inviato alla Regione una proposta di delibera che prevedeva il riconoscimento di questa funzione al presidio guardiese. In esso, si fa ovviamente riferimento alle caratteristiche del nostro territorio, alle condizioni demografiche, geografiche e morfologiche del bacino che afferisce all’ospedale di Guardiagrele. Ho ripetutamente invitato l’ente ad adottare il provvedimento che, a nostro avviso, trova giustificazioni e supporti decisamente consistenti e prende atto del lavoro di confronto e di dialogo avviato da qualche mese con la Regione».
Il primo cittadino, ricorda poi che nello scorso febbraio, dopo un confronto con il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ha avuto modo di arricchire e motivare ancora meglio la sua proposta. «È evidente però», osserva Dal Pozzo, «che in giunta regionale ci sono stati problemi per la sua definitiva adozione. La coerenza della nostra posizione», continua Dal Pozzo, «e la consapevolezza che, sebbene in un quadro decisamente mutato e, per certi versi più rigido, la nostra proposta possa essere assolutamente sostenuta, ci spinge ad insistere e a proseguire nel nostro lavoro».
Dal Pozzo evidenzia che, a differenza del passato, la via legale è un’arma spuntata a causa della legge che ha dato valore normativo agli atti che sono stati con forza combattuti. «La sentenza del Consiglio di Stato del 2015», precisa Dal Pozzo, «ha messo la parola fine a quella stagione. Ma questo però non significa che, soprattutto adesso che la potestà programmatoria è tornata in capo alla Regione, le scelte non si possono modificare. Noi», sottolinea Dal Pozzo, «abbiamo offerto soluzioni e chiediamo di forzare anche i tavoli tecnici, se necessario. Qui, non è una questione di parte. Ai cittadini», conclude Dal Pozzo, «ricordo infine che questa battaglia è stata portata avanti con fermezza, perché la bandiera del sindaco di una città, non è quella di partito, ma quella del municipio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

