«La Regione riveda i piani sull’ospedale»

Guardiagrele. Confronto in piazza tra esponenti politici per iniziativa dell’associazione Diritto è Salute
GUARDIAGRELE. Una manifestazione a L’Aquila in occasione del consiglio regionale per invitare giunta ed emiciclo a prendere posizione sull’ospedale di Guardiagrele. Si è conclusa con questo impegno la manifestazione organizzata in piazza Santa Maria Maggiore dall'associazione “Diritto è Salute” che da alcuni mesi ha intrapreso un’azione di comunicazione e interlocuzione con le istituzioni per rivedere la riorganizzazione del presidio ospedaliero Santissima Immacolata.
L’incontro è stato introdotto da Pietro D’Amico che ha ripercorso le tappe che l’associazione ha fatto in questi mesi per riportare in Regione l’attenzione sull’ospedale e ha precisato che il sodalizio, non essendo di ispirazione politica, è aperto al contributo di tutti. Per il gruppo consiliare “Insieme si può” ha parlato Dario Rosato che ha illustrato il documento portato in audizione alla commissione sanità della Regione, insieme ai rappresentanti dell’associazione, sottolineando la possibilità di rivedere la distribuzione dei posti letto in Abruzzo: in base al decreto Lorenzin si possono ridistribuire ancora altri 511 posti e la Asl di Chieti è sotto di circa 900 posti letto, per cui è possibile ripristinare alcuni reparti anche negli ospedali trasformati in presidio territoriale di assistenza (Pta) come è accaduto a Guardiagrele.
Per il gruppo “Progetto per Guardiagrele”, ha preso la parola il capogruppo Donatello Di Prinzio che ha presentato la proposta di delibera consigliare del 23 dicembre 2015 approvata all’unanimità e trasmessa alla Regione e che prevedeva l’individuazione dell'ospedale di Guardiagrele come ospedale a vocazione medico-geriatrica con l’ampliamento dei servizi nonché la riapertura del Pronto soccorso. Di Prinzio ha evidenziato che nonostante nel 2014 la Regione fosse rientrata dal debito nella sanità, nel 2016 ha di nuovo toccato un debito di 23 milioni di euro e che lo scorso 3 novembre la Regione ha deliberato lo stanziamento di 131 milioni per le cliniche private e anche che la mobilità passiva nel 2016 è stata di circa 74 milioni. Inoltre ha sottolineato come il Santissima Immacolata possa essere di supporto a Chieti per ridurre le liste di attesa per gli esami e le visite specialistiche ma anche per la riduzione dei ricoveri. Il sindaco Simone Dal Pozzo ha ripercorso le tappe delle azioni fatte a partire dalla delibera del consiglio comunale del 23 dicembre 2015 fino ai tavoli con la Regione per seguire la completa attivazione della delibera Asl n. 907 del 2016 che prevedeva l’attivazione dei servizi annessi al Pta. Ma ha anche ribadito il piano della Regione del 2010 che, secondo lui, sarebbe la causa della decadenza dell’ospedale guardiese.
Infine la consigliera regionale Sara Marcozzi, del Movimento 5 stelle, ha sottolineato la disattenzione della giunta regionale sui piccoli ospedali, in quanto è concentrata nel portare a termine il project financing per il mega ospedale di Chieti nonostante i pareri negativi di tre dirigenti regionali. Marcozzi ha appoggiato l’iniziativa dell’associazione e confermato il suo impegno per qualsiasi iniziativa che dia un aiuto concreto a riavere una struttura sanitaria sul territorio efficiente e funzionale.
A conclusione dell’incontro Nicola Liberatoscioli, dell'associazione Diritto è Salute, ha illustrato l’attività svolta nel tavolo regionale dal sodalizio e ha chiarito l’episodio accaduto alcune settimane fa a Guardiagrele, durante una visita a sorpresa del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, in cui ha ricordato al governatore, da un balcone della piazza, che nella cittadina esisteva un ospedale che lo stesso D’Alfonso ha contribuito a far chiudere.

