La San Marco è in vendita Via all’asta fallimentare

Fissate le date della procedura per i due stabilimenti di Lanciano e Atessa Confermati i timori di sindacati e 200 dipendenti: «Azienda spacchettata»
LANCIANO. È in vendita la San Marco, storica azienda del Frentano con sedi a Lanciano e ad Atessa che realizza telai e cassoni per Sevel e Iveco, cabine blindate per il settore militare ed effettua lavorazioni di cataforesi e verniciature per la Sevel. Dopo mesi di incertezza, con l’ultimo allarme per il futuro lavorativo dell’azienda lanciato da alcuni dipendenti alla vigilia delle ferie estive, c’è una data certa per le vendite fallimentari all’asta.
Si comincia il prossimo 15 settembre alle 12,30 nello studio dell’avvocato Riccardo Fava, delegato dal tribunale di Lanciano, che si trova in vico II Corso Vittorio Emanuele 7 ad Atessa. Le altre aste sono previste il 22 e 29 settembre e il 6, 13 e 20 ottobre. Otto i lotti in cui è ripartita la vendita, il cosiddetto “spacchettamento” dell’azienda che era tanto temuto da dipendenti e sindacati. Il lotto uno e due riguardano, rispettivamente, lo stabilimento di Atessa, che sarà venduto con tutti gli impianti, i macchinari e le attrezzature comprese. Per Atessa la base d’asta è fissata in 7.819.380,73 euro, mentre per Lanciano in 7.613.823,61 euro.
Oltre a impianti, macchinari e stabilimenti sono stati messi in vendita anche altri due capannoni a Lanciano, per un totale di circa 3 milioni di euro, un locale commerciale a Lanciano in via del Verde 93 (118mila euro), un garage in via De Titta, sempre a Lanciano, per 42mila euro, un terreno a Rocca San Giovanni (24mila euro) e un appartamento a Roma (230mila euro).
La San Marco Costruzioni Meccaniche era nata a Lanciano negli anni Cinquanta per volontà del cavaliere del lavoro (lo è diventato nel 1991) Icilio Sideri. Un uomo che ha rappresentato uno dei pilastri dell’industrializzazione abruzzese. Dopo il fallimento, ratificato dalla Corte d’appello dell’Aquila nel 2013, la San Marco era stata ceduta in affitto al gruppo Stola, proprietario già della Irma di Atessa, azienda dell’indotto Sevel.
L’intesa aveva sancito il passaggio di consegne dai fratelli Nicola e Marco Sideri di Lanciano alla nuova società, con la formula dell’affitto di azienda per due anni. Il gruppo Stola aveva garantito anche l’assorbimento delle maestranze, cosa fortemente auspicata e sostenuta dai sindacati in questi anni. I timori delle maestranze si erano però susseguiti e alimentati negli anni.
Da un lato l’incertezza della vendita, dall’altro la paura di uno smantellamento con un’asta fallimentare divisa in numerosi lotti, cosa che di fatto si sta verificando. Il timore per gli oltre 200 dipendenti (168 della San Marco e una quarantina tra Sogeco spa e Essegiesse carrozzerie industriali srl) è che ci siano più acquirenti, diversi tra loro, che potrebbero dare destinazioni diverse agli stabilimenti e alle lavorazioni. Già a luglio si era levata la forte preoccupazione degli operai in una situazione di grave tensione interna, che aveva portato in alcuni casi allo scontro fisico tra i dipendenti, divisi tra chi usufruisce di un contratto di solidarietà e chi non è stato ammesso all’ammortizzatore sociale. Incertezza anche su ciò che intenda fare il gruppo Stola, che ha diritto di prelazione sull’acquisto degli stabilimenti, ma che non ha ancora manifestato le sue intenzioni. Il rischio, per tutti, è che assieme ai capannoni si perda anche il lavoro e il sostentamento di oltre 200 famiglie, il peggior modo per scrivere la parola fine su quella che era stata una gloriosa storia industriale frentana.
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