La Sasi pronta a investire 36 milioni sui depuratori

19 Dicembre 2015

Il presidente Scutti annuncia la partenza dei lavori all’impianto di Santa Croce «Il nostro obiettivo è anche quello di migliorare rete idrica e qualità dell’acqua»

LANCIANO. Investimenti per 36milioni gran parte dei quali sulla depurazione. Avvio dei lavori, dopo 10 anni di attesa, per il nuovo depuratore di Santa Croce di Lanciano che sarà pronto entro l’estate del 2016. Recupero crediti per 5 milioni di euro, nessuna assunzione facile e interventi per portare al dissequestro dei 12 depuratori tra Lanciano, Treglio, Rocca San Giovanni, Atessa, Santa Maria Imbaro, Bomba e Quadri che la procura ha bloccato nell’aprile scorso. E’ il 2015 della Sasi, la società che gestisce il servizio idrico integrato in 92 comuni chietini, tracciato dal presidente Domenico Scutti. Un anno dal duplice volto: quello bello degli investimenti di oltre 36milioni di euro, mai pianificati prima, e quello brutto dei sequestri di 12 depuratori. «Preferisco partire degli investimenti, mai tanto consistenti» commenta Scutti «ogni anno la Sasi ha investito circa 4 milioni, ma quest’anno, grazie all’arrivo dei fondi fas (circa 20 milioni di euro) e a 12milioni ministeriali, arriviamo a 36.366276 euro, 56 milioni nel quadriennio 2015/2019. Soldi investiti in progetti per migliorare il settore idrico ma soprattutto la depurazione. Sono tutti progetti appaltati e i cui lavori inizieranno da gennaio». La parte del leone la fanno gli interventi sulla depurazione. «E non potrebbe essere diversamente»riprende Scutti «vista la situazione che ho trovato al mio insediamento quasi 5 anni fa e che denunciai ad Ato, Regione,Provincia 180 depuratori obsoleti e non a norma e 600 fosse imhoff non pulite. Ma mai nessuno si è degnato di rispondermi. E il sequestro dei 12 depuratori avvenuto ad aprile su analisi di due anni fa è una conseguenza». Nella depurazione spicca la realizzazione del nuovo impianto di Santa Croce a Lanciano,atteso da 10 anni. «Ci sono voluti tre anni solo per ottenere le autorizzazioni» rimarca il presidente « servirà un anno per completarlo». Altri impianti saranno costruiti a Fossacesia, Villa Santa Maria, Palena, Castiglione Messer Marino, Gessopalena, Lama, Taranta Peligna. Saranno potenziati i depuratori di Guardiagrele, Atessa, Fara San Martino e dismessi quelli di Perano Santa Maria Imbaro e Selvuccia di Atessa. Tutti interventi sotto osservazione della Procura e fatti anche per migliorare la qualità delle acque di balneazione. «L’Arta ha giudicato ottima la qualità dell’acqua tra Ortona e Fossacesia» dice Scotti «non c’è stato alcuno sversamento anomalo nel mare, nè un divieto di balneazione. Eppure siamo nel mirino di tutti: Arta, Procura, associazioni ambientaliste». Ultima stoccata è per il senatore Fabrizio Di Stefano che accusa Scutti di aver fatto assunzioni facili. «Non ho fatto assunzioni e ho sempre agito negli interessi della società» chiude il presidente «nemmeno i sindaci di centrodestra sostengono le sue accuse».