La scuola di Chirurgia non si tocca

9 Dicembre 2016

E’ un simbolo fondato da Gozzetti, il professor Gaspari è il primo a intervenire

CHIETI. Arriva da Roma la prima reazione alla notizia della mancata nomina di un docente universitario alla direzione della Patologia chirurgica del SS Annunziata, a cui è collegata la Scuola di specializzazione in chirurgia, fondata dal professor Gozzetti, che rischia di chiudere per questo motivo. Il direttore della Chirurgia Generale di Tor Vergata, Achille Lucio Gaspari, figlio dell’ex ministro Remo Gaspari, ha inviato una lettera al Centro.

«Il mio interesse non deriva solo dal fatto che sono un abruzzese della provincia di Chieti e quindi ho un naturale interesse per le vicende dell’Università D’Annunzio, ma anche perché in questo ateneo sono stato docente di Chirurgia e ho portato un contributo non trascurabile se si tiene conto che tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90 l’Università di Chieti è stata uno dei pochi centri italiani ove si praticavano interventi di Microchirurgia e di chirurgia toracoscopica e laparoscopica. Non voglio entrare negli aspetti giuridici delle decisioni prese che penalizzano la chirurgia accademica, né sull’annullamento degli atti di un concorso Med 18 (chirurgia generale) richiesto dal Dipartimento diretto pro tempore dal prof. Paolo Innocenti, perché questi saranno affrontati nelle sedi opportune. Mi voglio soffermare sull’aspetto morale della questione. La scuola Chirurgica bolognese di cui Innocenti fa parte, e quella romana di Valdoni da cui io provengo, hanno dato un importante contributo allo sviluppo della chirurgia abruzzese anche attraverso una collaborazione stretta e leale. Vedere che queste potenzialità siano indebolite e quasi annullate dispiace profondamente per il danno che ne riceveranno le leve presenti e future dei giovani chirurghi. Ma poiché io sono naturalmente ottimista, rivolgo un appello pressante a quanti hanno il potere di intervenire perché questa bella storia della chirurgia accademica abruzzese non solo non si interrompa, ma possa invece continuare a procedere verso un luminoso futuro».