«La scuola musicale resterà del Comune»

L’assessore Miscia contro l’affidamento ai privati. Ma l’istituzione va riformata e lo statuto è vecchio
LANCIANO. «La scuola civica di musica Fedele Fenaroli non sarà esternalizzata, resterà comunale»: così parlava l’assessore alla cultura Marusca Miscia nel consiglio comunale del 3 luglio 2019 in cui la minoranza aveva chiesto chiarimenti sul futuro della istituzione fondata nel 1973. Richieste basate sul Dup (documento unico di programmazione) 2019/2021 in cui si parla di “affidamento a terzi, con concessione di servizi, del funzionamento e delle attività didattiche e formative della scuola civica di musica Fenaroli”. Ora quei dubbi sono tornati, ma le rassicurazioni dell’assessore sono le stesse: «Non c’è una privatizzazione della scuola».
«Nel luglio 2019 bisognava superare questioni tecnico- contabili per via di un nuovo sistema telematico in vigore dal 1° gennaio da parte del Tesoro», spiega Miscia, «avevamo problemi per l’attivazione di alcuni codici Ateco, che hanno portato anche a un fermo di alcuni pagamenti, ad esempio dei maestri di musica, che poi si è risolto. Ora ci sono problemi normativi, leggi recenti riportate dalla dirigente Giovanna Sabbarese e dalla segretaria comunale Mariella Colaiezzi, che ci impongono di fare nuove scelte, cambiamenti di cui stiamo discutendo anche con il presidente della scuola Alberto Paone».
«La questione è legata alla tipologia dei contratti dei docenti», spiega Paone, «che dovrebbero essere gestiti da una cooperativa di servizi, ma il resto della gestione, i corsi, le lezioni restano al Cda. Ci sono vincoli legislativi nuovi da rispettare». E gli incontri in Comune si susseguono. Il problema è che i contratti dei docenti, oggi, andrebbero ad incidere sul quoziente occupazionale del Comune: peserebbero sulle assunzioni comunali; sarebbero 20 posti (tanti sono gli insegnanti della scuola) che verrebbero tolti ad altri settori. «Dovremmo affidare i contratti dei docenti a una cooperativa», dice Miscia, «che verrebbe sempre pagata dal Comune, ma ora è solo un’ipotesi. Vogliamo evitare l’esternalizzazione della suola, ma dobbiamo anche rispettare le leggi e allo stesso tempo fare una riforma della scuola civica che ha, tra l’altro, uno statuto datato». Poi c’è il Covid, non un ostacolo da poco. Intanto le lezioni sono ferme, ma si stanno raccogliendo le pre-iscrizioni per organizzare i corsi. «Entro la prossima settimana», assicura Miscia, «chiuderemo il cerchio». (cr.la.)
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