La scuola resta chiusa E adesso le lezioni si fanno all’aperto

17 Ottobre 2017

Il liceo artistico senza una sede dopo i crolli dell’intonaco Per domani è atteso il verdetto sulla stabilità dell’edificio

CHIETI. Studenti fuori-classe. Sono i ragazzi del liceo artistico e coreutico Nicola Da Guardiagrele che da ieri mattina hanno iniziato a portare avanti le attività fuori dall’istituto di via D’Aragona, chiuso fino a domani, giorno in cui si dovrebbe chiarire il destino di un’intera comunità scolastica. Lunedì scorso, una striscia d’intonaco lunga circa 4 metri si è staccata dal soffitto dell’aula professori ed è precipitata a terra, fortunatamente senza provocare feriti. E così l’amministrazione provinciale, proprietaria del complesso, ha deciso di far effettuare controlli e rilievi – anche se al momento nulla è certo su quando riapriranno i battenti né se studenti, professori e tutti gli addetti ai lavori potranno ritornare, di fatto, nelle loro vecchie aule. A dir di più, sembra che sia piuttosto concreta la prospettiva di un trasferimento temporaneo della sede in altri stabili della città, dal momento che si stanno già passando al vaglio possibili alternative per condurre a termine l’anno scolastico senza correre rischi: in ballo ci sarebbe il trasloco di 20 aule (13 le classi più i laboratori, indispensabili) in strutture che siano dotate almeno di un ascensore, vista anche la presenza di alunni disabili. Soluzioni che, di certo, non saranno attuabili nell’immediato. Per il momento non si può far altro che attendere gli esiti delle verifiche strutturali sull’edificio, ma i giovani studenti “esuli” (in tutto 250) non intendono rimanere con le mani in mano: alcuni di loro si sono recati, così, prima nel chiostro del Convitto nazionale, poi, in piazza Gian Battista Vico per progettare decorazioni e migliorie da apportare nella scuola lungo il Corso, attività che proseguiranno nei prossimi giorni: «Siamo qui perché consapevoli di quello che sta accadendo», dice Francesca Rinella della 5ª B Arti figurative, «vogliamo rendere questo tempo utile, sfruttando gli spazi che abbiamo e valorizzando il nostro territorio». Ieri è toccato a loro, oggi sarà il turno degli studenti della 5ª A: «Abbiamo voglia di studiare», continua Francesca, «nei prossimi giorni ci saranno qui altre classi per portare avanti l’alternanza scuola-lavoro: soprattutto gli studenti dell’ultimo anno devono terminare le ore necessarie all’alternanza».
Con gli alunni, fra cui Luisa Kraja, c’è anche il responsabile di plesso dell’Artistico Maria Ludovica Allevi e quello del Coreutico Gabriele Orsini, a fronteggiare una vera e propria corsa contro il tempo: «Siamo preoccupati», ricorda Allevi, «stiamo aspettando che la politica si svegli. Abbiamo fatto decine di richieste per opere di messa in sicurezza, ma non ci hanno mai ascoltato. Ora, in emergenza, hanno la possibilità di darci una scuola sicura». In una situazione di precarietà estrema un fatto, però, resta certo: tutti, da studenti a professori, vogliono che l’istituto resti sul Colle (già di per sé spopolato) come evitare che gli alunni della scuola siano divisi fra sedi differenti, questioni su cui la Provincia avrebbe dato rassicurazioni alla preside Paola Di Renzo. Che rivela: «Sicuramente ci sarà una proroga alla sospensione delle attività didattiche. Non si farà in tempo né a predisporre un trasloco né a ripartire per giovedì». E aggiunge: «Stiamo facendo di tutto per velocizzare le operazioni, la struttura di via D’Aragona ha molte complessità. Tuttavia, in una situazione di così grande criticità è emerso senso di identità e di appartenenza alla scuola, attraverso una forte collaborazione da parte di tutti. Gli studenti, poi, sono stati straordinari».