La Sevel anticipa tutti e si prepara a ripartire

Atessa. Fca conferma il piano industriale per tutti gli stabilimenti italiani La fabbrica del Ducato la prima a riaprire appena c’è il via libera del Governo
ATESSA. Fca conferma il piano industriale per tutti gli stabilimenti italiani e, sul fronte emergenza Covid-19, tra i primi stabilimenti a riaprire appena lo deciderà il Governo, ci potrebbe essere proprio Sevel, la fabbrica del Ducato. Si è tenuto martedì, in video call, l'incontro tra i segretari generali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Uglm, il Ceo Emea di Fca (Fiat-Chrysler), Pietro Gorlier e il responsabile delle relazioni industriali, Pietro De Biasi. Gorlier ha chiarito che nonostante l’emergenza epidemiologica derivante dalla diffusione del coronavirus, il piano industriale per l'Italia proseguirà nella sua interezza, ma probabilmente subirà dei ritardi, dovuti soprattutto all'incertezza economica del settore. Nei prossimi giorni sarà insediato un tavolo nazionale per la sicurezza al fine di discutere tutte le iniziative da mettere in campo per elevare ancora di più gli standard di sicurezza negli stabilimenti.
Ad annunciare una probabile riapertura di Sevel, in anticipo sugli altri stabilimenti italiani una volta che l'emergenza sanitaria sarà più contenuta, è il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. Attualmente Sevel è in regime di cassa integrazione dal 12 marzo e fino al 6 aprile, ma l'azienda segue di pari passo le direttive governative, e in questo caso, il fermo potrebbe prolungarsi fino a dopo Pasqua. «Dall'incontro con Fca», commenta il segretario generale Uilm, Palombella, «emerge naturalmente un quadro grave per l'industria in generale e quella dell'auto in particolare. Che si torni a lavoro il 6 aprile, il 14, o in qualsiasi altra data, sarà indispensabile rendere la fabbrica e gli uffici luoghi sicuri, poiché si passerà certamente attraverso una fase più o meno lunga in cui dovremo usare cautele particolari, in parte già adottate e in parte da rafforzare. I vertici di Fca», continua, «ci hanno inoltre puntualizzato che anche all’estero la situazione è simile all’Italia e che in futuro le prime attività a riaprire potrebbero essere la produzione del Ducato in Sevel, della Compass a Melfi e della Fiat 500 elettrica a Mirafiori».
I lanci dei nuovi modelli, tra cui il Ducato, potrebbero subire tuttavia dei rallentamenti. «Come Fim», dichiarano il segretario generale Marco Bentivogli e il coordinatore nazionale automotive, Raffaele Apetino, «riteniamo importante che il Ceo abbia confermato i programmi di investimento per l'Italia, ma è altrettanto necessario intensificare il dialogo sindacale per stabilire un calendario di ripresa graduale e sicura delle attività produttive».
Anche l'Ugl, per voce del segretario generale Antonio Spera, plaude alle intenzioni di Fca. «L’apertura degli stabilimenti italiani probabilmente non sarà contemporanea dappertutto», aggiunge, «per ogni sito si valuteranno le condizioni ottimali. Auspichiamo che ci siano le condizioni per garantire la salute di tutti i dipendenti e che le prime aperture possano avvenire subito dopo le festività pasquali».
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