La Sevel cambia i turni, Fiom all’attacco

21 Gennaio 2017

La decisione per recuperare i fermi produttivi causati dal maltempo. Labbrozzi: «Scioperiamo»

ATESSA. Cambiano le modalità di recupero dei fermi produttivi per il maltempo in Sevel. Invece di due sabati pomeriggio e una domenica (domenica 15, sabato 21 e 28 gennaio) da lunedì sarà allungato di mezz’ora il primo turno. Lo sarà per due settimane. Inoltre sabato 28 gennaio ci saranno due mini turni da 5 ore (dalle 5.45 alle 10.45 e dalle 10.45 alle 15.45). Una decisione che la Fiom definisce unilaterale, denunciando i disagi causati ai lavoratori, e contro la quale proclama lo sciopero su tutti i recuperi. «La Sevel ci ha comunicato di aver rivisto la propria precedente comunicazione-decisione di lavorare i sabati pomeriggio», dice Davide Labbrozzi responsabile provinciale Fiom, «ma anziché gioire siamo rimasti basiti perché la nuova scelta, unilaterale, prevede di avviare già da lunedì prossimo sul primo turno il recupero della fermata del 9 gennaio 2017 attraverso il ricorso alle mezze ore tra i due turni per 5 giorni e due mini turni di 5 ore sabato 28 gennaio. Per due settimane (dal 23 al 28 gennaio e dal 30 al 3 febbraio, ndc) il primo turno prolungherà con la mezz’ora a fine turno. Anziché finire alle 13.45 finirà alle 14.15. Un’idea geniale». Ovviamente il geniale è ironico perché la scelta per la Fiom è insensata. Lavorare durante lo slittamento tra i turni significa creare il caos nelle aree antistanti lo stabilimento per l’insufficienza dei parcheggi. Alle 14.15 infatti, inizia il secondo turno, quindi i lavoratori troverebbero i parcheggi occupati da quelli del primo turno che non sono andati via. E ogni turno ci sono circa duemila dipendenti. Non viaggiano tutti con l’auto, ma anche con i bus «Qui c’è un altro grande problema con lo slittamento», evidenza la Fiom «perché bisognerebbe modificare gli orari dei mezzi. Il sabato poi viene anche abolita la mensa. Alla fine saranno sempre i lavoratori a farne le spese. I recuperi sono fatti oggettivi, ma vanno affrontati aprendo un confronto dove si dovranno delineare criteri trasparenti con riconoscimenti economici equi per le lavoratrici e i lavoratori che non hanno nessuna responsabilità su quanto accaduto e non possono continuare a pagarne le conseguenze». L’azienda ha confermato di volersi muovere solo all’interno di quanto previsto dal Contratto condiviso dalle organizzazioni firmatarie. Per impedire «un ulteriore degrado delle condizioni di lavoro». conclude Labbrozzi, «la Fiom dichiara lo sciopero su tutti i recuperi». (t.d.r.)