La Sevel manda a casa altri trenta precari
Atessa. Al loro posto i cassintegrati del gruppo Stellantis. Mancano i microchip, saltano altri turni
ATESSA. Sono circa 140 i lavoratori precari Sevel non riconfermati in queste ultime settimane nella fabbrica dei furgoni commerciali leggeri. Gli ultimi 30, su un totale di 40 dipendenti cosiddetti somministrati (ovvero provenienti da agenzie di lavoro), non hanno visto rinnovato il contratto che scade domenica 11 luglio. Anche Sevel dunque, da poco entrata a far parte del colosso Stellantis, quarto gruppo mondiale per la produzione di veicoli a motore, rientra nella nuova visione strategica dell'amministratore delegato Carlos Tavares che, se da un lato ha confermato di non voler licenziare, dall'altro sta applicando una mobilità interna molto spinta. Nello stabilimento del Ducato, che pure ha bisogno di forza lavoro data la produzione galoppante, al posto dei precari sono arrivati e arriveranno i trasfertisti da altre fabbriche del gruppo come Melfi, Cassino e Pomigliano, attualmente in cassa integrazione. A giugno già 60 dipendenti su 117 precari non erano stati rinnovati con contratto a tempo indeterminato, o per lo meno non era stato prolungato di qualche mese il contratto di lavoro come di solito era avvenuto in era pre Stellantis.
I sindacati sono sul piede di guerra. Anche nel corso della visita del direttivo nazionale Uil e Uilm di martedì scorso, il segretario generale Uil, Pierpaolo Bombardieri aveva detto di non «accettare nessun arretramento su occupazione e produzione da parte di Sevel». Per Gianluca Gagliardi, segretario provinciale Fismic, per arginare una situazione sempre più eclatante, dati gli storici rapporti in Sevel tra occupati e trasfertisti, «andrebbe creato un bacino ad hoc di forza lavoro sul territorio. In prospettiva che gli stabilimenti in difficoltà ripartano», sottolinea, «e che i trasfertisti tornino alle loro mansioni, si potrebbe formare un bacino ad hoc di giovani che sarebbero poi assunti da Sevel nel momento del bisogno».
Intanto sono saliti a 9, in totale, i turni saltati in Sevel a seguito del mancato invio di microchip per le centraline provenienti da una fabbrica asiatica. (d.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

