La Sevel si ferma fino a lunedì In arrivo gli aiuti del governo

Mancano le centraline e da oggi il colosso di Stellantis è costretto a un nuovo stop: saltano i recuperi La Lega: nel decreto Sostegni-ter sarà istituita un’area di crisi per 35 comuni, sì al rilancio delle attività
ATESSA. Nuovo stop per la corsa produttiva di Sevel. Giovedì 17 marzo è stata programmata la sospensione fino al lunedì per mancanza di centraline motore e oggi, dal secondo turno delle 14.45 fino alle 5.45 di lunedì la fabbrica dei furgoni commerciali si ferma ancora, sempre a causa delle componenti del motore, questa volta le centraline Zf. E intanto a Roma il governo dà l’ok per l’inserimento dell’ordine del giorno al decreto Sostegni-ter per l’avvio dell’istituzione di una nuova area di crisi industriale complessa in Val di Sangro.
La crisi della componentistica non accenna a frenare. Da inizio anno, nonostante le buone performance della sua fabbrica modello, il colosso dei motori Stellantis aveva avvertito che ci sarebbero state ancora molte difficoltà nel reperimento del materiale di sub fornitura. Scatole guida, microchip, componenti del motore, parti elettriche. Assemblare un veicolo in Italia e nel resto del mondo è diventato, da mesi, impossibile nei tempi brevi. La guerra in Ucraina ha aggravato ulteriormente una situazione già drammatica. Sevel da settimane programma recuperi produttivi che sono destinati puntualmente a saltare. Come quelli previsti anche questo week end. L’azienda ha fatto sapere che l’attività lavorativa riprenderà, salvo diverse comunicazioni, sul primo turno di lunedì. Il reparto di ckd della Lastratura lavorerà invece solo in parte. Per la fermata sarà richiesta la cassa integrazione e sabato 2 aprile turno A e domenica 3 aprile turno C potrebbero essere interessati dai recuperi delle precedenti fermate.
L’ordine del giorno sull’apertura di un’area di crisi industriale complessa in Val di Sangro è a firma dei deputati della Lega, Antonio Zennaro (primo firmatario), Luigi D’Eramo e Giuseppe Bellachioma. L’area comprenderà i comuni di Lanciano, Atessa, Paglieta, Fossacesia, Torino di Sangro, Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro, Castel Frentano, Sant’Eusanio del Sangro, Tornareccio, Altino, Archi, Perano, Roccascalegna, Civitella Messer Raimondo, Casoli, Bomba, Pennadomo, Monteferrante, Villa Santa Maria, Montebello sul Sangro, Montelapiano, Colledimezzo, Fallo, Gamberale, Pietraferrazzana, Roio del Sangro, Rosello, Borrello, Quadri, Civitaluparella, Pizzoferrato, Pescasseroli, San Salvo, Opi. «L’istituzione di questo strumento permetterebbe di ottenere specifiche risorse per garantire il rilancio delle attività industriali, la salvaguardia dei livelli occupazionali ed il sostegno dei programmi di sviluppo», dice Zennaro, «il settore dell’Automotive sta subendo grandi cambiamenti, sia sul fronte della tecnologia che nel reperimento dei componenti tecnologici, e per l’Abruzzo è un comparto fondamentale in termini di pil e di posti lavoro. Serviranno risorse e investimenti anche statali per accompagnare queste trasformazioni». «Ringraziamo il governo e i deputati della Lega Abruzzo», aggiunge l’assessore regionale Nico Campitelli, «l’avvio dell’iter è un’ottima notizia e permetterà di avere risorse fresche da destinare alle attività industriali, con maggiore tutela delle decine di migliaia di occupati e creando un importante indotto in tutta la provincia di Chieti». (d.d.l.)

