La Sevel taglia le pulizie, trema l’indotto

Chiesti ad Atlas Ifm e Iscot il 40% di ore lavoro in meno al mese, restano le sanificazioni anti-Covid. Failms preoccupata
ATESSA. C'è apprensione alla Atlas Ifm, azienda di pulizie che effettua servizio nello stabilimento Sevel. Come comunicato dalla direzione aziendale, il gruppo Stellantis (multinazionale che unisce i marchi Fca e Psa) ha richiesto un piano di efficientamento alle ditte Atlas e Iscot mirato a rivedere i cicli di pulizie tecniche non controllabili e ritenute poco utili all'interno di piazzali, uffici, corridoi, vetrate al fine di evitare sprechi all'interno del plant. Sevel ha confermato che rimarranno invece invariate tutte le pulizie cicliche previste dal protocollo anti-Covid-19. Ma per la Atlas, che occupa attualmente 98 dipendenti a tempo indeterminato e 30 con contratto da agenzie di somministrazione, si prevede una drastica diminuzione delle ore di lavoro.
A lanciare l'allarme è la Failms per voce del segretario provinciale Remo Casalanguida. «Abbiamo incontrato i rappresentanti della Atlas all'associazione industriale di Mozzagrogna», riferisce Casalanguida, «l'azienda ci ha confermato che Stellantis ha comunicato una pesante diminuzione di ore di pulizie all'interno del sito Sevel: da 14.500 ore al mese a 8.500 ore al mese. Si tratta di oltre il 40% di ore in meno che si andrà a ripercuotere sulle maestranze per la riduzione delle ore e dei turni di lavoro. Abbiamo chiesto ad Atlas di attivare la cassa integrazione Covid prevista fino alla fine del mese di marzo, con la speranza che il governo la proroghi per fare in modo di poter attingere all'ammortizzatore sociale a rotazione per tutti i lavoratori. Questo sarà un mese di sperimentazione», prosegue il rappresentante Failms, «poi dovremo trovare delle soluzioni alternative, cercando di mandare in Naspi chi è vicino alla pensione. L'auspicio è che Stellantis possa ripensarci riguardo questo drastico taglio di ore e che si renda conto che non si può lavorare nella sporcizia totale, visto che già adesso lo stabilimento non splende per pulizia. Auspichiamo che i sindacati interni facciano la loro parte per far capire a Stellantis che gli ambienti di lavoro devono essere il più possibile puliti e igienici, specialmente in questa fase di pandemia».
Altra cosa a preoccupare è che Atlas non è in grado di anticipare la cassa integrazione: «Dobbiamo sperare che l'Inps sia sollecita nel pagare la cassa», conclude Casalanguida, «altrimenti i lavoratori sarebbero ancora più in difficoltà».
Lo stabilimento Sevel si sta apprestando a diversi cambiamenti per ospitare le lavorazioni per l'aggiornamento (in termini tecnici "refresh") dell'attuale modello di Ducato con l'adozione di nuovi propulsori. «Questo significa», fa notare la Failms, «che saranno maggiori gli spazi da sottoporre quotidianamente a pulizia».
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