La Sevel tra Covid e quarantene: assenti 400 dipendenti al giorno

12 Gennaio 2022

Anche la fabbrica del furgone commerciale Ducato risente della situazione generale dei contagi Ieri incontro tra direzione aziendale e rsa sull’applicazione delle ultime normative del governo

ATESSA. Anche Sevel risente della situazione generale dei contagi da Covid-19 così come nel resto d'Abruzzo e in territorio nazionale, ma resta in linea con la media delle fabbriche metalmeccaniche in Italia dal punto di vista delle assenze per positività e per quarantene. Lo stabilimento dei furgoni commerciali più amati e venduti d'Europa sta lavorando con regimi produttivi più bassi con un impostato sulle linee tra i 300 e i 350 furgoni per ogni turno, su una media di oltre 400 furgoni nei momenti di massima produttività.
Ieri la direzione aziendale ha convocato le rsa per una riunione sul tema Covid e ha comunicato l'applicazione delle recenti normative in materia di contagi e di Green pass. Attualmente sono circa 400 i dipendenti assenti per essere risultati positivi o perché in quarantena a seguito di contatti stretti con persone risultate positive al virus. Una situazione che in linea di massima non sta comportando particolari misure di organizzazione dello stabilimento se non per quanto riguarda il numero dei veicoli da produrre per ogni turno. A rallentare le linee ieri sono stati anche i disagi nello spostamento di numerosi dipendenti provenienti da paesi dell'entroterra dove si sono verificate nelle ultime ore le prime nevicate dell'anno.
In generale si è riscontrato anche che la maggior parte del parco dipendenti Sevel ha dimostrato e sta dimostrando di comportarsi con buon senso, adottando tutte le necessarie misure di contenimento e contrasto al Covid.
Più preoccupante invece è la situazione legata alla fornitura di semiconduttori e microchip provenienti dall'Asia che, come da previsioni, si conferma anche per quest'anno molto grave. Nel 2021 sono stati realizzati in Sevel 265.048 furgoni, con un incremento positivo rispetto al 2020 del +3,1%, ma rispetto alle previsioni, che puntavano a superare i 300mila veicoli prodotti, si è avuto un "buco" produttivo di circa 40mila furgoni, mezzi che erano stati già prenotati nei concessionari di tutta Europa e che a causa delle fermate produttive per mancanza di subfornitura, non hanno visto la luce. Nel 2021 ci sono state 20 giornate di fermo produttivo, pari a 60 turni, a cui si è aggiunto anche lo stop di fine anno per le festività dal 24 dicembre al 9 gennaio, mai così prolungato dagli anni della crisi del 2008. E restano accesi i fari sulla situazione dei precari presenti in fabbrica. In azienda restano ancora circa 280 dipendenti con contratto in staff leasing dopo che nei mesi scorsi 600 dei loro colleghi non hanno visto rinnovare il loro rapporto di lavoro e oltre 400 trasfertisti sono stati rimandati nelle fabbriche di provenienza del gruppo Stellantis.
©RIPRODUZIONE RISERVATA