La sezione del Cai trova casa in municipio

A Guardiagrele l’inaugurazione della nuova sede. Il sindaco Di Prinzio: ora tocca al giudice di pace
GUARDIAGRELE. Sarà inaugurata oggi pomeriggio alle 17, nei locali comunali di traversa San Francesco del palazzo municipale, la nuova sede della locale sezione del Club alpino italiano (Cai), presieduta da Carlo Iacovella, operatore nazionale della tutela ambiente montano. L’apertura della nuova sede Cai nasce da una riorganizzazione degli spazi degli uffici comunali, che l’amministrazione del sindaco Donatello Di Prinzio sta svolgendo per donare a tutte le associazioni cittadini una sistemazione, oltre che preparare il definitivo trasferimento dell’ufficio del giudice di pace, attualmente ospitato in alcune stanze attigue alla sala consiliare.
«Il Cai», spiega Di Prinzio, «divideva con il Centro antiviolenza Maya una stanza unica nel palazzo di via Occidentale, che accoglie anche il comando della polizia municipale, con tutti gli immaginabili problemi di fruibilità e condivisione degli spazi. Abbiamo così pensato di dare a ognuno di questi sodalizi una sistemazione a parte, più idonea. Dopo aver inaugurato prima delle feste natalizie la nuova sede del Centro antiviolenza, abbiamo adesso donato una nuova sede al Cai. Questo», sottolinea il sindaco, «sopratutto per riportare nel centro storico una importante associazione cittadina, che l’anno scorso ha compiuto settant’anni di vita, e nel corso del tempo si è sempre impegnata per la salvaguardia dell’ambiente montano con diverse attività, mostre, convegni e manifestazioni».
L’arrivo del Cai nel palazzo municipale in realtà rappresentata un ritorno, perché il sodalizio già negli anni passati aveva una sua sede in un stanzetta a piano terra vicino a quella attuale. Il primo cittadino precisa infine che il Cai, con la convenzione che ha sottoscritto con il Comune per l’utilizzo dei locali in questione, si è impegnato a svolgere attività di promozione ambientale nelle scuole cittadine e di collaborazione per la pulizia dei sentieri montani, sgravando il Comune da questi compiti. «Ora», conclude Di Prinzio, «andremo avanti con il riordino degli uffici del giudice di Pace e dell’ufficio decentrato del tribunale».
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