La sfida all’ultimo voto si combatte sui manifesti

Molto attivi anche sui social gli aspiranti sindaco affilano le armi comunicative Dopo Veri, Marchegiano e Castiglione, ieri è sceso in campo anche Polidori
ORTONA. La partita per la poltrona a sindaco di Ortona si gioca anche a colpi di slogan. Tra presentazione di candidati sindaci e campagna elettorale che inizia a prendere forma, prolificano in città i manifesti. Tanti altri ne appariranno nei prossimi giorni, per il momento sono Rinaldo Veri, Giorgio Marchegiano e Leo Castiglione a mostrare i propri “motti”.
MARCHEGIANO SCATENATO Il giovane avvocato, il primo ad annunciare la candidatura a sindaco per questa tornata elettorale, è molto attivo dal punto di vista comunicativo. Sull’onda della lista civica che lo sostiene, Ortona Cambia, ha sviluppato il suo manifesto elettorale che lo ritrae con una piantina tra le mani a simboleggiare il messaggio «Ortona cambia e rinasce davvero, Marchegiano sindaco perché Ortona è di chi la vive ogni giorno». Ma sulla sua pagina facebook l’aspirante primo cittadino ha “costruito” tanti altri manifestini con cui si esprime su temi come turismo ed ambiente.
IL SINDACO DI TUTTI L’ammiraglio Rinaldo Veri si è cucito da subito addosso questa etichetta. Sin dal giorno della sua presentazione, l’uomo scelto dal centrosinistra ha dichiarato di essere «un cittadino libero di amare Ortona e di impegnarsi per la sua città». Sulla base di queste parole ha sviluppato lo slogan con cui sponsorizza la sua candidatura: «Libero di essere il sindaco di tutti», tanto da rendere pubblico anche il suo numero di telefono con il quale risponde alla cittadinanza. «Sono libero di decidere, libero di governare la città senza padrini nè padroni, ciò rappresenta la condizione posta a tutti coloro che mi sostengono. Quello che è stato appartiene al passato, io mi occupo di futuro», aveva detto nel corso della sua presentazione ufficiale.
TRA LA GENTE Motti e foto parlano chiaro. Leo Castiglione ha deciso di puntare sulla sua vicinanza alla comunità ortonese. «Noi con Leo» è uno degli spot elettorali del candidato sindaco, d’altronde sostenuto (almeno per il momento) da sole liste civiche. In un altro manifesto elettorale, invece, l’ex consigliere comunale di minoranza appare in una foto di gruppo con decine e decine di persone. Sono semplici cittadini che hanno partecipato all’inaugurazione della sede elettorale di Fontegrande. E lo slogan è altrettanto eloquente: «Leo uno di noi».
POLIDORI SI PRESENTA Ieri intanto è stato il giorno dell’avvocato Peppino Polidori, il candidato sindaco di Forza Italia, Udc e liste civiche. «Siamo noi il centrodestra», ha evidenziato per spiegare la spaccatura tra le varie forze politiche che non hanno portato ad una massiccia coalizione. «Era in corso un tavolo, si stava discutendo e all’improvviso Di Nardo junior ha deciso di scendere in campo», ha detto Polidori, «ma lì il centrodestra non lo vedo». Sulle liste e i partiti che lo appoggiano ha evidenziato che «siamo una squadra di competenti, di persone che già sanno ciò che devono fare, animate da un desiderio di impegno per la comunità». Tra queste c’è l’ex assessore ai Lavori pubblici, Domenico De Iure, e l’ex consigliere comunale Tommaso Cieri. «Siamo scesi in campo per salvare la città e riportarla ai vecchi fasti, sfruttando l’agricoltura, il turismo, il commercio, il porto», ha aggiunto Polidori. Sul deposito gpl anch’egli si è mostrato contrario: «Con noi quell’opera non si farà e abbiamo anche le competenze per non farla realizzare». Ma cosa chiede l’avvocato di origini tollesi ai suoi avversari? «Di essere leali», ha risposto Polidori. «Il centrosinistra deve fare una seria autocritica, non solo su come ha amministrato, sui ritardi, sugli anni persi tra litigi e polemiche personali. Rifletta sul mancato rinnovamento dei suoi uomini, mentre rimangono ben saldi al potere quelli che tirano le fila della politica locale da decenni. Il centrosinistra si è sbarazzato di un sindaco come Enzo D’Ottavio», ha concluso l’aspirante primo cittadino, «che è stato costretto a dimettersi con orgoglio per sottrarsi a veti ed interessi».

