La società che vuole estrarre gas dal lago: «Il progetto è sicuro»

30 Gennaio 2024

La Lnenergy: nessun rischio per la diga e 100 posti di lavoro L’impianto sarebbe una struttura all’avanguardia in Europa

BOMBA. Parlano i proponenti che vogliono estratte il gas dal lago di Bomba, in località Colle Santo, attraverso il progetto “Small Scale Lng”. «Abbiamo deciso di partire dalla conoscenza e dalla salvaguardia del territorio, ispirandoci al criterio della massima precauzione e sostenibilità». Lo scorso 9 gennaio il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha recepito la richiesta di Lnenergy per il procedimento di via come progetto Pniec-Pnrr. Sono previsti un investimento di circa 66 milioni di euro con oltre 100 posti di lavoro durante la costruzione ed effetti moltiplicatori nell’economia locale. Colle Santo rappresenta il più grande giacimento di gas a terra non in produzione in Italia, le cui riserve in termini di confronto percentuale sono paragonabili al consumo dell’intera regione abruzzese.
Scopo del progetto targato Lnenergy, è la produzione di gas naturale liquefatto (Lng)su piccola scala. «La nostra intenzione», dichiara Lnenergy, «è quella di intraprendere l’attività estrattiva ponendo innanzitutto grande attenzione alla salvaguardia del territorio, ispirandoci al criterio della massima precauzione e sostenibilità. L’importanza dell’Lng, anche ottenuto dalla liquefazione diretta di gas naturale, viene contemplata nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima 2030 (Pniec), lo strumento fondamentale per la politica energetica e ambientale verso la decarbonizzazione. L’utilizzo del gas naturale liquefatto per autotrazione, al posto dei combustibili tradizionali, consente una significativa riduzione di Co2, meno 20% nel trasporto terrestre e meno 25% nel trasporto marittimo, mentre vengono praticamente azzerate le emissioni delle altre matrici inquinanti e polveri sottili, che costituiscono il nemico assoluto per la qualità dell’aria».
“Small Scale Lng giacimento gas Colle Santo” sarebbe il primo impianto in Europa di liquefazione del gas con contestuale produzione di idrogeno da elettrolizzatore e cattura e liquefazione della Co2 per circa 1.400 tonnellate l’anno non immesse in atmosfera. Il gas naturale liquido prodotto non sarà destinato alla rigassificazione, bensì all’utilizzo come combustibile e carburante alternativo per l’autotrazione. Il progetto sarebbe inoltre il primo “Small scale Lng” in Europa realizzato direttamente estraendo gas naturale da un giacimento. Ne vale la pena? «Se consideriamo la quantità di gas tal quale potrebbe sembrare marginale rispetto al fabbisogno e ai consumi nazionali pur essendo il più grande giacimento in terra ferma mai messo in produzione. A sdoganare l’iniziativa da valutazioni simili», prosegue la società, «è proprio la differenza tra un’attività di E&P (esplorazione e produzione) per l’immissione in rete del gas estratto e la filosofia del nostro progetto, cioè la produzione di gas naturale liquefatto a chilometro 0. Il gas di Colle Santo rappresenta un’aliquota importantissima del fabbisogno regionale e nazionale di gas naturale liquefatto per autotrazione».
Per approfondimenti tecnico-scientifici, la società progettista, incaricata da Lnenergy, ha attivato anche un contratto di ricerca con l’università d’Annunzio Chieti-Pescara che ha proceduto a promuovere e costituire un comitato tecnico scientifico per acquisire dati conoscitivi.
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