La storia dei vocabolari italiani: gli esperti parlano all’università

Il presidente dell’Accademia della Crusca tra i relatori all’incontro sulla lessicografia dell’Ottocento Martedì e mercoledì due giorni di appuntamenti: all’esame la lingua e le caratteristiche dei dizionari
CHIETI . Il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, sarà tra gli ospiti della due-giorni sul tema della lessicografia italiana organizzata all’università d’Annunzio. Martedì e mercoledì prossimo il convegno si terrà nel campus universitario teatino. Intitolato “La lessicografia italiana dell’Ottocento. Bilanci e prospettive di studio” ha come comitato scientifico e organizzatore i docenti Emiliano Picchiorri e Pierluigi Ortolano, del dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali della d’Annunzio, e la docente Maria Silvia Rati, dell’università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria.
Tra i numerosi relatori provenienti dalle università di tutta Italia, si registra la presenza di Marazzini, di Luca Serianni, professore emerito alla Sapienza, e di Pietro Trifone, presidente dell’associazione per la Storia della lingua italiana. I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali di Stefano Trinchese, prorettore con delega ai rapporti con istituzioni ed enti culturali e direttore della scuola di Studi umanistici, del direttore generale della d’Annunzio, Giovanni Cucullo, e di Carmine Catenacci, direttore del dipartimento di Lettere. Nelle due giornate, gli studiosi coinvolti proporranno interventi su autori e protagonisti del dibattito lessicografico dell’Ottocento, esamineranno le caratteristiche di specifiche tipologie di vocabolari, prenderanno in considerazione le impostazioni teoriche e le soluzioni pratiche, la genesi e i rapporti reciproci di singole opere. Si dedicherà spazio anche a temi trasversali come l’analisi delle tecniche lessicografiche e il rapporto dei vocabolari con il mercato editoriale.
«La storia dei vocabolari italiani», sottolineano Picchiorri e Ortolano, organizzatori del convegno, «è da sempre legata a doppio filo al dibattito e alla riflessione sulla lingua e, più in generale, alle vicende della cultura e della società del nostro Paese. Nell’Ottocento, “secolo d’oro” dei vocabolari, alla funzione tradizionale di rappresentare un modello per la lingua letteraria se ne affiancano altre, che fanno del dizionario uno strumento di più ampia diffusione in larghi strati della popolazione: tra queste, la rappresentazione della lingua d’uso, la diffusione della nomenclatura toscana nelle altre aree d’Italia, ma anche la lotta ai forestierismi a difesa dell’identità nazionale e la documentazione di un lessico tecnico e scientifico fino a quel momento pressoché escluso dalla registrazione lessicografica». (a.i.)
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