La storia del pugile sinti affascina i ragazzi

22 Febbraio 2017

Auditorium gremito alla Chiarini per Mauro Garofalo che presenta il libro “Alla fine di ogni cosa”

CHIETI. Auditorium della scuola Chiarini gremito per ascoltare la storia su Rukelie, il puglie sinti che sfidò il terzo Reich. Johann Trollmann, detto "Rukelie", ("albero", in italiano), diventa così testimonianza di un pezzo di storia del Novecento, quella della persecuzione degli zingari e delle minoranze etniche sotto il regime nazista. Una storia di glorie rubate dall'intolleranza e dalla persecuzione, riportata alla luce da Mauro Garofalo nel suo "Alla fine di ogni cosa". Scrittore, giornalista e fotoreporter, Garofalo è anche titolare del corso di Scrittura nel Centro sperimentale di cinematografia. Una narrazione che si è trasformata in immagine, grazie al lavoro dei ragazzi del comprensivo 1, diretto dalla professoressa Serafina D'Angelo. Sotto la guida delle professoresse Monica Ferri e Antonella Montanaro, ventisei alunni della terza F De Lollis hanno dato vita al cortometraggio "Tutta la vita nei miei occhi" ieri proiettato in sala, che rievoca proprio la storia di Rukelie, con la regia di Luca D'Ortenzio. «Tutto è partito da un lavoro di approfondimento su una recensione del libro di Garofalo, portato avanti dall'alunna Sara Molino della terza C Chiarini. Da qui l'impegno fin dall'estate scorsa, che si è concretizzato nel corto» dice la Ferri. Quasi tre giorni di riprese nella palestra Tullio Di Giovanni Boxe, che hanno restituito 10 minuti di pellicola: «Abbiamo puntato sull’evocazione» ricorda il regista «selezionando i fatti più significativi della storia, attraverso il lavoro degli alunni e con i nostri mezzi». Un progetto didattico che continua, quello del comprensivo 1. Grazie alla "vulcanica Ferri" come ricorda la D'Angelo, per mostrare i confini e i punti di contatto tra drammaturgia, narrativa e linguaggio cinematografico. Nell’auditorium anche gli alunni del comprensivo 5 di Pescara, guidati dalla dirigente scolastica Petronilla Chiola e dalle professoresse Sara Mazzulli e Maria Erminia Gentile, che hanno rivolto le domande a Garofalo, dopo che lo scrittore ha interagito con il giovane pubblico. «Faremo una chiacchierata su come si costruiscono le storie» dice il giornalista ai ragazzi, lanciando, infine, un monito: «Seguite le vostre passioni. Lasciate il resto ai ragionieri dell'anima». Se non fosse che la storia di Rukelie viaggia anche oltre alla narrativa e alla sceneggiatura: «Una storia può essere analizzata da più punti di vista. Quella di Trollmann io l'ho raccontata con la drammaturgia» dice invece Peppe Millanta (il suo vero nome è Giuseppe Di Cesare) che ha conquistato con il suo monologo "Rukelie" la terza edizione del premio "Settimia Spizzichino e gli anni rubati". Ma ad essere protagonisti restano i giovanissimi dei cast: sono Alessia Angelucci, Edoardo Cagliesi, Jennifer Centonza, Riccardo Concordia, Morwen Costantini, Albert D'Amato, Federico D'Andrea, Carola Di Lizio, Matteo Di Muzio, Riccardo Di Prato, Maria Linda Falcone, Gianluca Filandro, Federico Giannunzio, Riccardo Iannini, Federico Iezzi, Paolo Marini, Giuseppe Orlandi, Federico Orlando, Gabriele Pasqualone, Isabella Picciotti, Giulia Siria Primiterra, Alessia Rapino, Anna Santarelli Di Renzo, Francesco Serafini, Simone Serra e Michele Zona nelle vesti di Rukelie. Sul palco anche Marco Basciano che ha vinto il concorso dei Lions I Marrucini, "Un poster della Pace".

Edoardo Raimondi