«La strada del Dendalo è a pezzi»

Di Prinzio contro Regione, Provincia e Comune: non intervengono
GUARDIAGRELE. Le precarie condizioni della strada Fondovalle Dendalo continuano e destare preoccupazione tra i cittadini. Dell’argomento si sta interessando il consigliere comunale Donatello Di Prinzio, capogruppo della lista Progetto per Guardiagrele. «La mia richiesta di notizie sullo stato della strada, inviata oltre un anno fa al presidente della Provincia Mario Pupillo e al sindaco Simone Dal Pozzo», precisa Di Prinzio, «a tutt'oggi non ha purtroppo ancora ricevuto nessuna risposta. Nel frattempo le condizioni di questa importante strada che collega Guardiagrele e la statale 81 con Filetto, Ari, Giuliano Teatino, San Martino sulla Marruccina e con la contrada Voire, sono peggiorate».
Di Prinzio evidenzia che in un punto della strada, uno smottamento del terreno ha già eroso metà della carreggiata, creando una voragine di circa 4 metri di profondità, con estremo pericolo per la circolazione stradale. «Va ricordato», precisa Di Prinzio, «che per la sistemazione della strada si potrebbe utilizzare un residuo di circa 80.000 euro che si trova nelle casse della Provincia, proveniente dalle economie di tre lavori che riguardavano Fosso del Mulino, lo stesso torrente Dendalo e il torrente Laio, che in passato, nella mia veste di assessore provinciale alla difesa del suolo, ho appaltato e portato a termine tra il 2012 e il 2014. I ritardi ai quali stiamo assistendo per la sistemazione della Fondovalle Dendalo», continua Di Prinzio, «penso siano da addossare, in parti uguali, alla Regione, alla Provincia e al Comune. La Regione, con le sue elefantiache procedure burocratiche fa ritardare i lavori di anni; la Provincia invece, nel suo stato di " dismissione " non riesce ormai più a seguire nemmeno i lavori più piccoli; il Comune infine, non è riuscito a far realizzare i lavori con l’amministrazione incapace di programmare e di incidere sugli altri enti. Ci troviamo di fronte ai soliti burocrati che non pensano che i ritardi possono far aggravare i pericoli e lievitare i costi». (g.i.)
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