«La Tac deve restare a Lanciano»
Verna e Pagano: «Regione assente: manca la programmazione»
LANCIANO. «Lanciano non deve elemosinare per una Tac. Asl e Regione devono dotare dell’adeguata strumentazione l’ospedale Renzetti, rimettendo al centro la salute dei cittadini. E il presidio deve essere nei fatti e non solo a parole, un Dea di primo livello». È Progetto Lanciano a intervenire sulla vicenda Tac e sulle condizioni dell’ospedale cittadino al centro di polemiche dopo che il direttore generale Asl, Thomas Schael, ha dirottato a Vasto la Tac che era stata destinata al Renzetti, dove c’è un macchinario del 2007, a 16 strati. «La vicenda della Tac, di un’apparecchiatura che può cambiare destinazione rapidamente in base agli umori di un direttore generale, dimostra che l’assessorato regionale alla sanità non è in grado di programmare, non sa su cosa e dove investire», dicono Giacinto Verna e Daniele Pagano, coordinatori di Progetto Lanciano. «E infatti la Regione non ha ancora deciso quale vocazione dare ai nostri ospedali, ai nostri territori, come riempire di contenuto le strutture esistenti, programmare i reali investimenti per far sì che un ospedale designato come Dea di primo livello, come è il Renzetti, sia realmente tale». Ma l’ospedale Dea oggi non è per Pl, come dimostrano la mancata nomina di primari, carenze di personale, di investimenti su struttura e macchinari e problemi logistici. Difficoltà che rischiano di peggiorare visto che dal verbale dell’ultimo tavolo di monitoraggio del Ministero della salute giungono notizie negative: «Sono state fatte osservazioni sui ritardi del piano sanitario 2019-2021», chiudono Verna e Pagano, «sul fatto che non c’è traccia del piano della rete ospedaliera». (t.d.r.)

