La Tac nuova funziona a metà «Impossibili esami approfonditi»

Inaugurata il 21 gennaio, lavora al 50% senza un pezzo per gli accertamenti col mezzo di contrasto Taglieri (M5S): il macchinario lo hanno acquistato già vecchio, mancano due medici e due infermieri
LANCIANO. Tac nuova, ma che ha già 6 anni di vita e non può fare gli esami col mezzo di contrasto perché non ha l’iniettore. Altri due medici trasferiti e non sostituiti. Tempi di attesa che si allungano. La Radiologia dell’ospedale Renzetti che per il manager Asl Thomas Schael doveva tornare a macinare esami con l'arrivo di nuovi macchinari, si ritrova a mezzo servizio. Non va meglio sul fronte del nuovo ospedale: il progetto “taglia e cuci” Asl non piace neanche a Meritocrazia Italia che plaude invece alla scelta di realizzare la casa della comunità in via Spaventa.
RADIOLOGIADoveva aggiungersi alla vecchia Tac del 2007 per assicurare più esami invece la Tac inaugurata da Schael, dall'assessore regionale alla salute Nicoletta Verì e dal presidente della Regione, Marco Marsilio, il 21 gennaio scorso, lavora a mezzo servizio e questo perché non è stato comprato l'iniettore per permettere di fare gli esami con il mezzo di contrasto. Così niente angio-Tac per lo studio del distretto vascolare, del colon, dei noduli polmonari. «È un macchinario spacciato per nuovo ma in realtà vecchio», dice il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), «perché è stato dismesso dalla Francia nel 2016 ed è costato pure 200mila euro. Con soli 15mila euro in più avremmo potuto comprare una Tac davvero nuova ed efficiente. Non solo è stata comprata una Tac già vecchia, ma anche senza un pezzo. Non hanno acquistato iniettore e raccordi e senza, non si possono eseguire gli esami che richiedono il contrasto. Si sta cercando di ovviare al problema prendendoli dalla Tac del 2007 che è l'unica che assicura ancora gli esami col contrasto». E non va meglio sul fronte del personale. «Mancano due infermieri e due medici si perdono: uno è andato a Pescara e uno va via tra pochi giorni e dalla direzione Asl nessuna sostituzione. Vorremo capire con macchinari obsoleti, senza pezzi e senza personale come si possano far salire le prestazioni che chiede il manager Asl». E ci sono problemi per i tempi di attesa, ad esempio per le risonanze al cervello, al tronco encefalico e all’addome completo.
NUOVO OSPEDALESulla situazione sanitaria in città interviene Meritocrazia Italia. «Per Lanciano la vera novità è la realizzazione della casa della comunità in via Spaventa», dice Micaela De Cicco, coordinatrice della macroarea Centro di Meritocrazia Italia, «che dovrà impedire, grazie alla presenza h24 e sette giorni su sette di medici e infermieri, accessi impropri nei pronto soccorso degli ospedali. Però per realizzarla bisogna ricollocare il personale lì in servizio». Da qui l’idea Asl di spostarli nell'ex Negri Sud assieme ad alcuni reparti del Renzetti; idea che però solleva dubbi nel movimento che storce il naso anche sul progetto “taglia e cuci” del nuovo ospedale di Schael. «La scelta Asl di ristrutturare in parte i padiglioni esistenti e in parte edificarne di nuovi è illogica e costringerà pazienti e sanitari a subire traslochi di interi reparti», dice De Cicco. «Non sarebbe più sensato riprendere il progetto dell'ex direttore generale Asl Michele Caporossi dell'ospedale monoblocco nell'area dell'obitorio e del parcheggio dipendenti? Cosa ne sarebbe dell'ospedale se la sua ristrutturazione durasse a lungo tra innumerevoli stop and go? I pazienti che sempre più spesso sono dirottati a Chieti, dove si dovrebbero rivolgere? E poi vista la presenza della casa della comunità in pieno centro, non sarebbe più logico delocalizzare il nuovo ospedale? Abbiamo cittadini sempre più disorientati che rischiano anche di diventare più fragili».
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