La Teateservizi prende tempo Il liquidatore: «Dubbi sui conti»

Di Iorio: «La rappresentazione della situazione economica non è conforme ai principi contabili» Il tribunale accoglie la richiesta di proroga per predisporre i bilanci: si torna in aula il 22 settembre
CHIETI. Teateservizi, tutto rinviato a settembre. Per decidere le sorti della società pubblica che si occupa della riscossione dei tributi comunali, della gestione dei parcheggi a pagamento e dei servizi cimiteriali, bisognerà attendere il 22 settembre. Il tribunale di Chieti, accogliendo una richiesta di proroga, ha deciso ieri mattina il rinvio dell'udienza prefallimentare a dopo l’estate e ha rimesso in istruttoria il procedimento per consentire al liquidatore, Luca Di Iorio, e allo staff di professionisti che lo affianca, di accertare la situazione economica, finanziaria e patrimoniale della società. A presentare la richiesta di proroga è stato proprio Di Iorio. Da parte sua, il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca ha insistito per la richiesta di fallimento della società, anche se non ha fatto opposizione alla richiesta di proroga. Entrambe le parti hanno presentato memorie.
Il liquidatore, nel corso del consiglio comunale del 9 giugno, ha ricevuto l’indirizzo politico di proporre una domanda di concordato preventivo, procedura che sospende l’iter del fallimento. Ma per poter chiedere il concordato Di Iorio ha bisogno di presentare gli ultimi tre bilanci, che non ha. Anche il bilancio del 2019, preparato dall’amministratore unico esonerato dal Comune, Massimo Marchetti, per Di Iorio non è ancora un bilancio ma solo una bozza. Per poter predisporre i tre bilanci il liquidatore ha bisogno di avere chiara la situazione dei conti della società pubblica. Su cui, però, stanno emergendo «dubbi» man mano che procede nella verifica. Per questo motivo ha chiesto e ottenuto di avvalersi di consulenti, affidando incarichi per oltre 300mila euro. La richiesta di rinvio presentata al tribunale serve proprio per «continuare l’azione di verifica che stiamo svolgendo sui conti», ha detto Di Iorio al termine dell’udienza di ieri mattina. «Occorre un lavoro di revisione, per verificare se le partite contabili iscritte nei conti esprimono un quadro veritiero, completo e corretto, della situazione. In questo modo è possibile accertare la effettiva condizione della società. E questo obiettivo è sia interesse nostro, che della Procura, del tribunale e dei creditori. Questo periodo serve per completare il controllo dei conti, per predisporre i bilanci che mancano, presentarli al socio e farli approvare. E dunque avere in questo modo il presupposto per fare una domanda di concordato. Purtroppo dalle prime analisi, stanno emergendo dubbi che ci spingono a una verifica da fare con la massima attenzione».
Per il liquidatore i bilanci mancanti sono tre: quello dello scorso anno, quello del 2020 e quello del 2019. In quest’ultimo caso, c’è però quella che Di Iorio chiama la «proposta di bilancio» presentata da Marchetti, una sorta di bozza: «Dalle prime analisi», ha precisato, «riteniamo che la rappresentazione della situazione economico-finanziaria e patrimoniale della società non sia conforme ai contratti e principi contabili, quindi anche questa bozza di bilancio non possiamo prenderla e depositarla».
Questo lavoro di verifica è dunque quello che si andrà a fare tra luglio e agosto. Di Iorio si augura di poterlo terminare ai primi di agosto, «in modo tale», ha spiegato, «da consentire al socio di approvare i bilanci, presupposto fondamentale e necessario per proporre la domanda di concordato». Domanda di concordato che in realtà Di Iorio ha già pronta, ma che ha preferito non depositare ieri perché, senza i bilanci, avrebbe messo a rischio la tenuta della società, la continuità dei servizi gestiti e soprattutto i 46 posti di lavoro. (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

