La Teateservizi resta in bilico: due mesi per evitare il fallimento

23 Settembre 2022

Fissata al 22 novembre l’udienza davanti al tribunale civile per decidere il futuro della società: il liquidatore vuole presentare entro quella data il bilancio del 2021 e il semestrale di quest’anno

CHIETI. Bisogna attendere il 22 novembre per conoscere il destino della Teateservizi. Lo ha deciso ieri mattina il giudice Marcello Cozzolino che ha concluso l’istruttoria e rimesso tutto all’udienza collegiale fissata fra due mesi. Sarà verosimilmente quella la data per sapere se la società pubblica che gestisce per il Comune tributi, cimitero e parcheggi a pagamento andrà in fallimento o continuerà a lavorare in concordato.
A chiedere il fallimento è la Procura, ad annunciare domanda di concordato è invece il liquidatore Luca Di Iorio. Il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ritiene che la società pubblica vada dichiarata fallita al fine di evitare l’aggravio della sua situazione finanziaria, patrimoniale ed economica, i cui effetti potrebbero incidere gravemente sui conti del Comune di Chieti.
Di Iorio ha annunciato, invece, l’intenzione di avanzare domanda di concordato, che potrà presentare soltanto dopo che saranno stati approvati tutti i bilanci. Al momento sono stati approvati solo i bilanci 2019 e 2020, mentre il 2021 è in corso di preparazione. Il liquidatore ha intenzione di presentare anche il documento finanziario relativo ai primi sei mesi del 2022, in modo da avere una fotografia quanto più accurata possibile di quale sia l'attuale situazione della società pubblica. Solo in base a questa, infatti, il tribunale potrà decidere se la partecipata potrà continuare il suo cammino oppure andare in fallimento.
Il liquidatore ha tempo fino al 22 novembre per presentare la sua ricognizione economico-finanziaria, anche se conta di finire prima: «Posso ipotizzare», dice, «di aver terminato tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre».
Intanto il deficit si aggrava: se il bilancio del 2019 si era chiuso con un deficit di 2,6 milioni di euro, quello del 2020 si chiude con un deficit che sale a 2,8 milioni di euro. Ciò significa che l’ammontare dei debiti della società superano certamente i 3 milioni di euro, essendo il deficit la differenza tra il valore delle attività svolte dalla società e quello dei suoi debiti.
Al momento, non avendo terminato la preparazione del bilancio 2021, il liquidatore non se la sente di sbilanciarsi su come può andare a finire: «Con un deficit di questa portata», dice, «non si può decidere se lo stato di crisi in cui si trova la società sia reversibile o meno. La decisione spetta anche al Comune, che dovrà vedere se sarà in grado o meno di intervenire per ripianare le perdite. Questa decisione potrà essere presa soltanto conti alla mano. Quello che al momento si può dire è solo un principio di base, cioè che la continuazione di impresa può portare solo ricchezza». Vale a dire che l’eventuale fallimento di Teateservizi non conviene neanche ai creditori, che possono sperare di rientrare del dovuto solo se la società continua a lavorare.
«Per ora non possiamo che attendere la conclusione del lavoro che stiamo portando avanti», continua Di Iorio, «per avere contezza delle condizioni attuali in cui si trova la società, perché qualsiasi decisione su fallimento o concordato non può che essere presa in base alle risultanze attuali, che devono essere portate a conoscenza in maniera chiara e trasparente».
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