La tela del Cristo morto ritorna a San Giustino

Cerimonia in cattedrale per la fine del restauro del dipinto del XVI secolo Forte ringrazia i volontari: «Un segno di bellezza restituito alla comunità»
CHIETI. «È davvero bello vedere come diverse associazioni si impegnino con passione per restituire segni di bellezza alla nostra comunità». Così monsignor Bruno Forte, nella cattedrale di san Giustino, durante la cerimonia di riconsegna del dipinto La Deposizione dopo un restauro durato 6 mesi. L’opera di un artista ignoto, risalente alla fine del XVI secolo, è tornata a San Giustino. La tela, raffigurante il Cristo morente ai piedi della croce e la Madonna rassegnata, era custodita in cattedrale e ha rischiato di essere consumata dall’ossidazione del tempo. Da qui l’azione di recupero grazie all’impegno dell’associazione Sacro e Profano presieduta da Giovina Tomassi. «La tela risultava danneggiata in diversi punti e abbiamo subito raccolto l’invito del parroco, don Nerio Di Sipio, come atto d’amore verso la città», afferma la professoressa Tomassi, «Sacro e profano non sono in antitesi e la nostra associazione, che conta 250 soci, è da sempre impegnata attorno a vari temi in un confronto di esperienze che spaziano su diversi argomenti». Il costo dell’operazione, iniziata nel novembre scorso ed eseguita dalla restauratrice Cornelia Dittmar, è stato di oltre 5mila euro con una raccolta fondi supportata dal Lions club I Marrucini presieduto da Gabriella Orlando che spiega: «Partecipare al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità rappresenta da sempre uno dei nostri scopi». E, sempre nell’azione di raccolta fondi, va ricordato anche l’allestimento al Teatro Marrucino, da parte della compagnia I TeaTanti, della commedia “L’amore nen conosce tempe”. Opera riportata al suo antico splendore, dunque, e lo stesso monsignor Forte a sottolineare davanti alla tela: «Un messaggio molto forte nel segno della luce che tocca misteri profondi come quello del Dio crocefisso». Alle varie associazioni il puntuale ringraziamento del sindaco Umberto Di Primio: «Viene riconsegnato un prezioso tassello della storia di Chieti il cui patrimonio artistico rappresenta una risorsa fondamentale. Una iniziativa encomiabile, mirabile esempio del rapporto sinergico tra istituzioni e privati al fine di tramandare una memoria storica, solida base su cui costruire il futuro».
La cerimonia di riconsegna de "La deposizione", impreziosita da intermezzi musicali curati dalla Music and art international academy di Chieti, diretta dal maestro Giuliano Mazzoccante, è stata accompagnata da un dibattito, coordinato dalla giornalista Gigliola Edmondo, al quale hanno partecipato, oltre a Forte e Di Primio, la direttrice della Soprintendenza archeologica Rosaria Mencarelli, il funzionario storico dell’arte della Soprintendenza Sergio Caranfa, la stessa Dittmar ed il microbiologo Giancarlo Ranalli che si sono soffermati sulle varie fasi del restauro mentre lo storico dell’arte Marco Vaccaro si è intrattenuto sui vari tesori custoditi nelle chiese teatine.

