«La terapia di Giuseppe sarà lunga»

28 Ottobre 2020

I medici: il 18enne aggredito è stabile, gli esiti del pugno non sono ora prevedibili

LANCIANO. È in una fase di risveglio dal coma indotto con i farmaci Giuseppe Pio D’Astolfo, il diciottenne colpito con un pugno alla testa la notte tra il 17 e il 18 ottobre scorso. «Ma è prematuro dire quali possono essere gli esiti», specifica la direzione sanitaria della Asl di Pescara. Anche parlare di danno permanente, come riferito dal fratello del ragazzo, al momento significa precorrere i tempi, che nel caso di D’Astolfo saranno molto lunghi. Il colpo subito, nell’aggressione avvenuta ad opera di un tredicenne nell’area dell’ex stazione ferroviaria, è stato micidiale ed ha provocato lesioni importanti, di cui però è difficile prevedere le conseguenze. Dalla sua Giuseppe ha il fatto di essere giovane e di avere un fisico sano e robusto. «Il ragazzo mantiene la sua stabilità da un punto di vista generale», precisa ancora la Asl pescarese, «è iniziato il periodo di riduzione della terapia sedativa, che prevede una fase di osservazione e monitoraggio. Restano aperte tutte le strade sugli esiti finali. I risultati di tutta la terapia si vedranno alla lunga». I medici della terapia intensiva hanno preparato la famiglia a un lungo periodo di attesa e speranza. «L’importante è che mio figlio si risvegli dal coma», dice mamma Paola, «aspetto il momento in cui i medici mi diranno che hanno diminuito tutta la sedazione e che ora spetta a lui lottare. Sono io a quel punto che ci devo lavorare, che gli devo parlare, che devo farlo svegliare. Gli metterò la musica dei Queen o qualcos’altro che gli piace. Sono sicura che sentendo la mia voce si sveglierà». (s.so.)