La torcia della pace fa tappa a Lanciano

Iniziativa della polizia penitenziaria. Gaeta: l’auspicio è che porti un messaggio concreto alla guerra in corso in Ucraina
LANCIANO. La torcia della pace della polizia penitenziaria arriva in piazza Plebiscito scortata da otto agenti in bici di Lanciano e Vasto. La tappa frentana dell'iniziativa, partita il 21 dicembre scorso dal carcere di Opera a Milano e che sta facendo il giro d'Italia, parte dall'abbazia di San Giovanni in Venere, a Fossacesia. Dopo la benedizione, la torcia parte alla volta del carcere di Villa Stanazzo, dove alla carovana si aggiungono gli agenti dell'istituto frentano.
In piazza, davanti alla cattedrale della Madonna del Ponte, ad accogliere la fiaccola ci sono il sindaco Filippo Paolini, il vice Danilo Ranieri, l'assessore Angelo Palmieri, la consigliera comunale Dalila Di Loreto. Assente per motivi di salute il direttore del carcere Mario Giuseppe Silla che, insieme al comandante della polizia penitenziaria Gino Di Nella, ha permesso agli agenti, nonostante i gravi problemi di organico, di partecipare al tour in bici.
«Quando a dicembre la torcia è partita da Milano, c'era un altro spirito», dice il sostituto commissario della polizia penitenziaria di Lanciano, Pellegrino Gaeta, «adesso, con la guerra in corso in Ucraina, il suo viaggio assumente un significato ancora più speciale: il nostro auspicio è che porti un messaggio propositivo per la pace. Dalla Lombardia alla Sicilia è stata accolta con entusiasmo. Adesso sta risalendo la penisola per terminare la sua corsa il 15 maggio in piazza San Pietro, a Roma, con la benedizione del Santo Padre. Speriamo per quella data di vedere spenta l'altra fiamma, quella della guerra, e che rimanga accesa solo la fiaccola della pace».
Salutata Lanciano, la torcia della pace è partita alla volta di Chieti, dove era attesa dall'arcivescovo Bruno Forte davanti alla cattedrale di San Giustino. Il 6 aprile sarà all'Aquila per commemorare le vittime del sisma del 2009.
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