La tragedia del Covid «Un mese di chiusura e dieci vite strappate»

6 Marzo 2023

Cerimonia nella contrada a tre anni dalla prima vittima Il sindaco Castiglione: «Il periodo più difficile per me»

ORTONA. Caldari ricorda le sue vittime del Covid a tre anni dal primo decesso. Si è svolta ieri la celebrazione in memoria dei 10 deceduti a causa del coronavirus nel 2020. La pandemia colpì duramente la contrada di Ortona che registrò decine di casi. Il sindaco Leo Castiglione, il parroco della parrocchia di San Zefirino e il presidente della Pro Loco di Caldari, Floriana Geniola, hanno deposto dei fiori sul monumento realizzato in ricordo dei deceduti per il virus e hanno pregato insieme alla comunità che si è raccolta numerosa nella piazzetta dell’incrocio, all’inizio del Corso.
Il primo a morire di Covid in Abruzzo fu Maurizio Mascitti, gestore del bar della più popolosa frazione ortonese. Presenti ieri anche i familiari delle vittime tra cui la mamma e la sorella di Mascitti, Enrica, che ricorda quei momenti: «Ho nel mio cuore», racconta, «le parole scambiate con il sindaco la notte in cui si scoprì che mio fratello era morto positivo al Covid. Prendiamoci per mano e affrontiamo insieme questo percorso, ci siamo detti, ignari ma consapevoli di quello che ci avrebbe atteso nelle settimane successive».
Tanta la commozione, anche del primo cittadino: «Di sicuro il periodo più difficile vissuto da sindaco», ha detto Castiglione, «ricordo la paura di commettere errori in un’emergenza mai avuta prima. L’istituzione della zona rossa, allora avversata e non capita da alcuni per paura, si è confermata col tempo una decisione giusta». Caldari, infatti, fu zona rossa per quasi un mese. Blindata agli ingressi per evitare il diffondersi del contagio. Di quei giorni solo il ricordo del suono delle sirene delle ambulanze che giungevano per trasportare i positivi che a casa non erano più curabili. Settimane di paura e sconcerto, attraversate con coraggio da una comunità che si è unita ancora di più. Indimenticabile il suono delle campane a festa quando cessò l’isolamento. Una vera liberazione dopo l’esito dello screening di tamponi fatto sui residenti.
Geniola ha ricordato tutte le personalità delle dieci vittime caldaresi e ne ha elencato i nomi. «Erano tutte attive nella comunità e alcuni facevano parte anche della Pro Loco ed erano e preziosissimi. Sono sempre con noi, nel cuore di Caldari».
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