La Uilm a Stellantis: «Vogliamo certezze sul piano industriale»

Il segretario Palombella al consiglio regionale del sindacato: «Manca la sensibilità sulla incolumità nei luoghi di lavoro»
ATESSA. «In questo territorio ci sono settori predominanti, come quello dell’automotive che si sta già confrontando con la transizione ecologica e digitale e con l’inerzia del nostro governo. Stiamo facendo i nostri consigli regionali perché vogliamo costruire insieme a voi la futura piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Tra i temi che riteniamo centrali c’è sicuramente quello dell’incremento salariale». Così il segretario generale Uilm, Rocco Palombella, ha esordito davanti alla folta platea di metalmeccanici delegati e rappresentanti sindacati nel consiglio regionale Uilm che si è tenuto ieri ad Atessa.
Stellantis Europe Atessa, la fabbrica dei furgoni commerciali leggeri, resta al centro dell'attenzione del sindacato. «Il gruppo», replica Palombella alla domanda se Stellantis voglia davvero restare ed investire in Italia, «non ha dato segnali di disimpegno, ma non c'è certezza sui piani industriali e ci preoccupa il comportamento all'interno degli stabilimenti in cui manca la sensibilità alla salubrità e alla sicurezza dei luoghi di lavoro e alla serenità del lavoratore». Il riferimento è al caso della Iscot, l'azienda che si occupa dei servizi di movimentazione mezzi di raccolta e che allo scadere dell'appalto non ha avuto la possibilità di partecipare al nuovo bando e si vede costretta ad avviare la procedura di licenziamento collettivo per 32 lavoratori.
«L’ex Sevel sta alzando la capacità produttiva giornaliera a 1.080 furgoni al giorno e ha ripreso a lavorare con recuperi e turni straordinari», prosegue il segretario generale Uilm, «ma c'è preoccupazione sulla mancanza di un'interlocuzione continua con l'azienda. Ad oggi non c'è compiutezza di un piano industriale».
«Bisogna necessariamente pensare all'indotto, anche e soprattutto in questa fase», gli fa eco Nicola Manzi, segretario Uilm Chieti-Pescara, «prepararsi ad accogliere il nuovo modello di Ducato significa guardare in prospettiva anche alle nuove tecnologie e alla transizione con l'elettrico. L'economia nazionale e locale devono valorizzare e sostenere le aziende dell'indotto garantendo la continuità occupazionale e la manodopera altamente professionale del made in Italy. Faccio inoltre un appello alle istituzioni regionali affinché si valorizzi il progetto Sangritana sul territorio e anzi venga rafforzato come possibile collegamento con la Polonia. L'indotto deve crescere sul territorio, solo così si salvaguardano l'economia e il lavoro».
La Uilm è impegnata, assieme alla Cgil, nello sciopero nazionale del 17 novembre contro la nuova legge finanziaria che prevede una grande manifestazione a Lanciano oltre che in tutta Italia. «Non c'è stata nessuna apertura sui temi del lavoro e dei piani industriali», spiega ancora Palombella, «anzi, la situazione è andata peggiorando, con le famiglie che sempre più fanno fatica a procurarsi beni e servizi primari». E si lavora anche al rinnovo del contratto nazionale. «Nonostante nello scorso rinnovo contrattuale abbiamo previsto una clausola di salvaguardia», conclude il segretario generale Uilm, «i lavoratori metalmeccanici hanno visto l’incremento salariale eroso da una eccessiva inflazione. Il nostro obiettivo è mantenere la clausola, ma anche chiedere un incremento salariale consistente per riacquistare potere d’acquisto e adattare gli stipendi al caro vita. Il nuovo contratto affronterà anche il tema della riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario. Riteniamo infatti che i tempi siano ormai maturi per iniziare a sperimentare forme di lavoro che possano finalmente portare a un miglioramento concreto del binomio vita-lavoro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

