La Vastese è in lite con il Comune Bolami: «Vado via già da giugno»

Il presidente infuriato dopo le parole dell’assessore che lo ha invitato a mettere le mani al portafogli: «Ora il futuro della società dipende da lui, io non sono più disposto neanche ad aspettare settembre»
VASTO. «Rimettiamo il futuro della Vastese nelle mani dell’assessore Carlo Della Penna». Dopo sette anni di gestione del club biancorosso, il presidente Franco Bolami è deciso a passare il testimone ad altri. E se prima era propenso ad aspettare settembre, adesso ha deciso in accordo con il co-presidente Pietro Scafetta e gli altri dirigenti che a giugno andrà via. Senza se e senza ma.
A fare infuriare Bolami è stato l’invito di Della Penna a mettere mano alle proprie tasce per risolvere i problemi economici della squadra interrogandosi su questioni interne e su eventuali altri debiti che la società potrebbe avere. «La Regione ed il Comune», ha sostenuto Della Penna, «hanno fatto tutto il possibile per dare un supporto alla squadra cittadina. Se non ce la si fa a sostenere la squadra, si potrebbe valutare un azionariato popolare in cui i tifosi entrano a far parte della società sottoscrivendo delle quote. È un modello già applicato in tante piazze a vocazione calcistica, anche blasonate».
«Noi ci ritiriamo, lo faccia l’assessore», afferma Bolami senza lasciare margini ad eventuali ripensamenti. «Entro giugno bisogna raccogliere 120mila euro per iscrivere la squadra al nuovo campionato, fare la fidejussione, occuparsi del ritiro e dei calciatori. Lo faccia lui: noi non ci stiamo. Negli ultimi tre anni, il Comune ha dato alla Vastese 12mila euro. Una somma che non è sufficiente neppure a dipingere il campo di gioco. Io ho dato l’anima e, con me, chi mi ha affiancato in questa avventura. Adesso la Vastese è in vendita, sempre che sia qualcuno disposto a comprarla pagando quello che vale. Ma», riflette poi Bolami «mi chiedo: chi comprerà una squadra che non ha un campo di gioco? Perché è bene sapere che l’Aragona, prima di novembre, non potrà riaprire ai tifosi».
Un duro colpo per la tifoseria biancorossa. Il Comune sostiene che, se la società avesse presentato la Scia, segnalazione del certificato di inizio attività e l’asseverazione da parte di un tecnico, alcuni settori dell’Aragona avrebbero potuto avere il via libera. Per la dirigenza della Vastese non è così. E in questo clima affatto sereno, la Vastese ha giocato ieri contro il Notaresco l’ultima partita di questa stagione all’Aragona. Naturalmente a porte chiuse per il pubblico e con l’impossibilità di avere una riapertura a breve.
«Per le prossime partite che restano da affrontare in casa, fino alla fine del torneo, giocheremo in campo neutro. Andremo in Val di Sangro»,annuncia Bolami convinto più che mai che il supporto della tifoseria sia importante per la squadra.
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