La vertenza Honeywell torna sui tavoli regionali

7 Ottobre 2017

Atessa. Bocche cucite sul vertice di Roma tra governo, Lolli e azienda I sindacati: bene il confronto permanente, ma si trovi presto una soluzione

ATESSA. Un tavolo regionale permanente formato dalle delegazioni sindacali e dalla Regione Abruzzo e “guardato a vista” dal Mise, il ministero dello Sviluppo economico. È questo il primo punto fermo della vertenza Honeywell, la più delicata in questo momento in Abruzzo e una delle più difficili della storia sindacale della Val di Sangro. La posta in gioco è altissima: 420 lavoratori che rischiano, ad aprile, allo scadere dei contratti di solidarietà (ultimo ammortizzatore sociale possibile in un’azienda in crisi da tempo), di veder chiusi per sempre i cancelli dello stabilimento che ha fatto grande il nome della Honeywell nel mondo. Dell’incontro al ministero tra il vicepresidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, e i massimi vertici aziendali, non è stato fatto trapelare nulla, segnale evidente dell’estrema cautela che si vuole usare in una vertenza che ha varcato i confini regionali per diventare una questione nazionale. In ballo c’è anche il fatto che quello di Atessa è l’unico stabilimento italiano e la circostanza che, in caso di chiusura, a risultarne avvantaggiato potrebbe essere uno stabilimento direttamente concorrente in Francia. Una circostanza che, dopo gli attriti tra Italia e Francia sulla vicenda Fincantieri (poi risolta con un accordo definito “soddisfacente” da entrambi i governi), rischia di coinvolgere nuovamente l’orgoglio nazionale.
Intanto i sindacati Fim, Fiom e Uilm, esclusi dal tavolo del Mise perché l’azienda aveva posto la pregiudiziale dello stop allo sciopero a oltranza, esprimono «soddisfazione per l’interessamento del ministro e del governo sulla vicenda e per l’apertura del tavolo regionale permanente. L’obiettivo», scrivono i sindacati in una nota, «è trovare in tempi brevi la soluzione al dramma di 420 famiglie che da venti giorni sono in presidio permanente con la determinazione a proseguire fino alla risoluzione della vertenza». Ma il timore è che ci vorrà ancora del tempo prima di arrivare ad uno spiraglio positivo. L’incontro al Mise è stato probabilmente solo interlocutorio e sul tavolo delle trattative non c’è stato altro che la presentazione del problema Honeywell e dei rischi connessi alla chiusura dello stabilimento.
Intanto la giunta comunale di Vasto, tramite delibera, ha espresso solidarietà e vicinanza ai lavoratori. «La chiusura dello stabilimento comporterebbe costi sociali ed economici insostenibili», ha detto il sindaco di Vasto, Francesco Menna, «siamo vicini a tutti quei vastesi che lavorano nelle fabbriche del territorio e rischiano di perdere il lavoro». (d.d.l.)
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