La voragine di via Ricci si è subito riaperta

Zappalorto: toppa peggiore del buco. Il Comune la richiude ma dimentica il semaforo di Filippone
CHIETI. Appena richiusa, la voragine di via Ricci si è di nuovo improvvisamente riaperta. La forza della natura ha avuto la meglio sui lavori ordinati dal Comune con procedura di somma urgenza, dopo che l’asfalto aveva ceduto mercoledì mattina al passaggio di un autobus prima e di una macchina dopo, mandando all’ospedale conducente e passeggero dell’autovettura. Nella tarda mattinata di ieri si è riformato di nuovo il buco. Ad accorgersene sono stati i bidelli del vicino istituto tecnico “Galiani” che hanno avvertito vigili urbani e Amministrazione civica. La macchina comunale si è messa in moto con grande celerità, come ha testimoniato il candidato sindaco di Ideabruzzo, Donato Marcotullio, anche ieri presente sul posto. Ha ironizzato, invece, sull’accaduto il segretario cittadino del Pd, Chiara Zappalorto: «Un vecchio proverbio dice che "la toppa è peggio del buco". Mi sembra che calzi alla perfezione per quanto visto in via Ricci, dove a distanza di due giorni si è nuovamente aperta una voragine che dimostra con quanta superficialità si sia affrontato un problema importante per una parte importante di Chieti». C’è da dire che la zona è nota per essere caratterizzata proprio da grotte e cunicoli. Intanto, proprio a valle di via Ricci, a Filippone, i residenti vivono un altro problema, quello del semaforo all’imbocco della discesa di via San Camillo de Lellis, rotto da una quindicina di giorni.
A sollevare il problema è il candidato dell’Altra Chieti e consigliere comunale uscente, Riccardo Di Gregorio, che chiede che si intervenga subito. Il semaforo, infatti, regola il traffico in un incrocio che, lasciato a se stesso, può rivelarsi molto pericoloso per le auto in transito. Pare che a danneggiare il semaforo sia stata un’auto in sosta che improvvisamente si è sfrenata. (a.i.)

