La voragine ha un anno «Qui solo disagi e caos»

31 Agosto 2019

Per residenti e commercianti compleanno amaro nell’area del centro storico «Negozi sempre più vuoti e il mercoledì, col mercato, siamo anche ingabbiati»   

LANCIANO. Un anno di disagi per residenti e commercianti, di cambi della viabilità, ma anche di preziose scoperte storiche. Compie un anno la voragine di vico Corsea, un compleanno sicuramente amaro e che residenti e commercianti non avrebbero voluto festeggiare. Invece le assi di legno messe all’indomani dell’apertura della spaccatura nella strada profonda più di 2 metri e lunga 8-9 metri, conseguenza di un crollo di un arco della centenaria “cloaca massima” che scarica le acque fognarie della parte alta della città, sono ancora lì. Ammassati da mesi anche le pietre, su cui campeggiano bicchieri e cicche di sigaretta. C’è persino un carrello e segnali ormai arrugginiti.
«È stato un anno più che tribolato», dice Lorenzo Sigismondi, neo presidente di Botteghe Storiche, associazione che riunisce i commercianti di piazza Garibaldi e del Malvò, «con negozi sempre più vuoti a causa della chiusura di via Corsea e della mancanza di collegamenti diretti tra la parte alta della città e la piazza. Siamo ingabbiati e il mercoledì con il mercato è una tragedia. Non si riesce ad uscire, vediamo auto che cercano di fare manovre improbabili in pochi metri per risalire verso la piazza. E con le Feste di settembre sarà il caos». Parere condiviso dai residenti che chiedono al Comune la sospensione della Ztl nel tratto tra via Fieramosca e corso Roma per muoversi meglio. «Anche la paura della Ztl e delle multe», riprende Sigismondi, «fa allontanare i clienti. Non sappiamo dove lasciare le auto; piazza Garibaldi è un parcheggio per gli abitanti che non hanno posti».
Per l’associazione oltre a riaprire vico Corsea bisogna ultimare il parcheggio di Sant’Egidio al servizio dei rioni di Civitanova e Sacca per lasciare parcheggi liberi in piazza. «Il sindaco Mario Pupillo ha promesso che vico Corsea riaprirà ad aprile», chiude Sigismondi, «ci fidiamo». Tante croci in quest’anno ma anche una delizia come la scoperta, durante le ispezioni nella voragine degli speleologi di San Filippo neri, dell’antico Ponte dei calzolari (una delle tre strutture che permettevano di oltrepassare il fosso malsano, del Malvò) di una città sotterranea fatta di caverne tutta da scoprire. Ma per ora la priorità è riapertura del vico, poi ci sarà spazio per le ricerche storiche. Il Comune ha dato l’incarico per il progetto esecutivo all’architetto Piergiorgio Renzetti (che si è occupato assieme al geologo Luigi Carabba, di studi preliminari) che dovrebbe riconsegnarlo a fine ottobre. Poi a novembre dovrebbe esserci l’appalto e a fine anno, si spera, l’affidamento dei lavori. Che consisteranno nella creazione di un camminamento di ferro o alluminio sopraelevato la voragine che permetterà alle auto di passare.
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