Ladri col reddito di cittadinanza, arrestati

In 5 bloccati da carabinieri e polizia dopo aver rubato al Megalò vestiti, parmigiano e prosecco
CHIETI. Due ladri, e nemmeno di primo pelo, che hanno in comune il reddito di cittadinanza: sono stati arrestati domenica al centro commerciale Megalò. Il primo è Aldo Casarin, teatino di 56 anni, alle spalle una sfilza di precedenti: è finito in manette insieme alla compagna Elena Fois (47), dichiarata delinquente abituale. La seconda ladra si chiama Lenuta Matei, 28 anni, anche lei più volte indagata: è stata fermata con due connazionali, Lucica Muti (35) e Lenuta Adela Zaplan (30). Nello stesso pomeriggio, dunque, all’interno del megastore di Santa Filomena sono state arrestate cinque persone con l’accusa di furto pluriaggravato, un reato punito con la reclusione da tre a dieci anni. Ma andiamo con ordine.
Il primo intervento si registra poco prima delle 16. I poliziotti della squadra volante diretti dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico, impegnati in un servizio di prevenzione nel centro commerciale, notano Fois – insieme al compagno – uscire dal supermercato con una borsa di pelle nera stracolma. Quando gli agenti ordinano alla donna di aprirla, spuntano bottiglie di Campari e prosecco e confezioni di parmigiano e burro, per un totale di poco più di 33 euro, tutta merce di cui si sono impossessati senza pagare. Entrambi, su disposizione del sostituto procuratore Giancarlo Ciani, finiscono ai domiciliari.
A distanza di poco più di un’ora, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti bloccano tre ladre romene, di cui due residenti a San Giovanni Teatino e una a Silvi, dopo aver rubato due pantaloncini e due magliette da donna, all’interno del negozio Pull&Bear, nascondendo i vestiti del valore di 76 euro sotto i pantaloni. Il personale della sicurezza si accorge del furto e segue le tre donne: una di loro, fuggita all’esterno, prova a farla franca gettando i capi d’abbigliamento in una siepe. Ma i militari del maggiore Massimo Capobianco, nel frattempo arrivati sul posto, arrestano sia lei che le complici.
Ieri mattina, le udienze di convalida davanti al giudice Maurizio Sacco e al pm d’aula Sergio Di Feliciantonio. Per Fois e Casarin, assistiti dall’avvocato Maurizio Russi, sono stati confermati i domiciliari. Le tre romene, assistite dall’avvocato Tullio Zampacorta, sono state invece sottoposte al divieto di dimora nel Comune di Chieti. Il giudice, durante l’interrogatorio, ha chiesto agli arrestati come vivono. Ed è emerso che due di loro vengono mantenuti dallo Stato con il reddito di cittadinanza. (g.let.)

