Ladri nelle case, torna l’incubo: caccia alla banda dell’Est Europa

I due malviventi che hanno picchiato l’operaio 49enne erano attesi all’esterno da almeno un complice Il ricordo di Carlo Martelli, torturato dai criminali 4 anni fa: «Ogni notte mi sveglio al minimo rumore»
LANCIANO. È caccia ai rapinatori che sabato notte sono entrati in una villa di contrada Iconicella e hanno picchiato il proprietario per farsi aprire la cassaforte. In casa hanno agito in due, dell’Est Europa, ma i carabinieri di Lanciano non escludono la presenza di un complice. Erano le 3,30 quando A.R., 49enne originario del Napoletano, è stato svegliato dal rumore della tapparella della porta-finestra della camera da letto, lasciata sollevata un po’ da terra per via del caldo. Quella notte l’uomo era solo in casa, una villetta a schiera in via Iconicella. Il tempo di aprire gli occhi e si è trovato addosso due uomini, con il volto coperto dalla mascherina e in testa cappello e cappuccio di una felpa. I banditi si sono introdotti nella camera dopo essersi arrampicati al secondo piano della villetta. Trovato il proprietario sveglio, gli hanno subito scaricato in faccia alcuni pugni, intimandogli di consegnare loro soldi e oro. «Ero frastornato dai colpi ma cercavo di guardarli in faccia», ha raccontato al Centro l’uomo, «mi dicevano di tenere la testa bassa». Dopo aver frugato nei cassetti, i rapinatori si sono accorti della cassaforte dietro un quadro. Hanno costretto A.R. ad aprirla e hanno portato via tutto il contenuto: 1.700 euro in contanti e preziosi in oro, come dichiarato dalla vittima. Prima di fuggire dal portone d’ingresso, i rapinatori hanno spaccato il cellulare del 49enne, per non permettergli di dare subito l’allarme, e poi hanno probabilmente raggiunto a piedi un’auto posteggiata nelle vicinanze. I carabinieri di Lanciano, guidati dal tenente colonnello Vincenzo Orlando, non escludono che avessero un complice ad attenderli. Dopo la rapina A.R. ha preso la sua macchina e si è recato in caserma. Da lì, dopo aver sporto denuncia, è stato trasportato in ospedale per le cure: ha 10 giorni di prognosi.
I militari del Nucleo operativo, diretto dal tenente Giuseppe Nestola, hanno iniziato fin dall'alba la ricerca di impianti di videosorveglianza che possano aver immortalato il passaggio dei rapinatori. Le telecamere, soprattutto di privati, in diverse occasioni sono state determinanti per le indagini. Si attendono anche gli esiti dei rilievi condotti nell’abitazione dalla sezione investigazioni scientifiche di Chieti, anche se pare che i banditi indossassero i guanti.
In città si allunga l'elenco degli episodi di criminalità dall’inizio dell’anno. Due notti prima della rapina in villa è stata rubata la cassaforte di un ristorante in contrada Villa Andreoli, poi svuotata e abbandonata in campagna dai ladri. La notte del 1° giugno una donna di Treglio è stata invece rapinata della sua auto mentre faceva benzina in via Per Fossacesia.
Ma con l’ultimo episodio a Lanciano torna l’incubo delle rapine in villa, a 4 anni dal violento assalto ai danni dei coniugi Martelli-Bazzan. «Ci pensiamo tutte le notti, al minimo rumore ti svegli e non riprendi sonno», dice il medico Carlo Martelli, torturato e picchiato insieme alla moglie (a cui venne tagliata una parte dell’orecchio) da 4 banditi che cercavano una cassaforte che non c’era. Il commando romeno è stato condannato in via definitiva. «Quello che abbiamo subito ha cambiato le nostre abitudini quotidiane», continua il dottor Martelli, «ormai non è un problema di sorveglianza, è diventato un problema sociale. C’è gente che vive per fare questo, perché vuole cose in più che con il solo lavoro non riesce ad avere. Ma i “professionisti” non hanno bisogno di fare danno a nessuno, mentre il delinquente ti deve trovare in casa perché sei tu a dovergli dire dove cercare».
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