Ladro di idee finisce a processo «Brevetto industriale usurpato»

Arriva davanti al giudice la lite su un innovativo macchinario agricolo esposto alla fiera di Lanciano L’accusa: ha imitato un progetto già registrato. Ma l’imputato respinge gli addebiti: non lo sapevo
CHIETI. È accusato di essere un ladro di idee. Meno romanticamente: di aver usurpato il brevetto industriale di una macchina agricola, una sorta di trinciatutto. L’amministratore unico di una società di Ripa Teatina, N.D’A., 62 anni, è finito sotto processo davanti al giudice del tribunale di Chieti Luca De Ninis: deve rispondere di «fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale», reato punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a 20.000 euro. L’imputato, difeso dall’avvocato Michele Pezone, respinge le accuse.
Tutto comincia il 6 aprile 2019, quando N.D’A. espone, all’interno di uno stand della fiera dell’agricoltura di Lanciano, una macchina agricola per la triturazione. Quest’ultima presenta un sistema di montaggio di utensili, vale a dire lame e mazze, sul «rotore trinciante». La questione finisce all’attenzione della procura dopo la segnalazione di un altro espositore, C.P., 44 anni, anche lui di Ripa Teatina, il quale sostiene che il macchinario in questione sia stato già da lui brevettato. L’oggetto del contendere viene quindi sequestrato.
Nell’immediatezza, l’imputato si difende sottolineando che si tratta di un prototipo mai messo in fabbricazione e mai venduto. In un primo momento, il pubblico ministero chiede l’archiviazione, evidenziando come la circostanza di aver esposto il macchinario in una fiera dove erano presenti gli operatori di settore renda evidente la buona fede di N.D’A. Ma il denunciante si oppone. Così il caso, dopo la valutazione del giudice per le indagini preliminari, arriva in aula, sul presupposto che l’imputato ha omesso di verificare la preesistenza di quel brevetto, in effetti giù registrato – con il nome di “Sistema integrato di taglio e tranciatura” – all’ufficio ministeriale che si occupa di proteggere la proprietà intellettuale e industriale.
Per l’accusa, significa che il sessantaduenne ha fabbricato la macchina agricola “modello Trincia” usurpando il brevetto industriale di C.P., «seppure imitandolo parzialmente».
Ora toccherà a un perito nominato dal giudice, l’ingegnere Antonella Arista, verificare se il progetto di questo macchinario fosse effettivamente coperto da un precedente brevetto e se, fuori da ogni tecnicismo, si sia davvero trattato di un furto di idee.
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