Lambada e cha cha cha per la fontana

29 Novembre 2014

Taglio del nastro con musica e folla in piazza e ingorghi in via Marcello. Di Primio esulta, Forte recita il Padre Nostro

CHIETI. Uno zampillo di color bianco seguito, a ruota, da tante piccole fontanine riproposte su un tappeto d’acqua pronto a cambiare colore repentinamente. Il tutto condito da tanti flash scattati in maniera convulsa da centinaia di curiosi a passeggio lungo corso Marrucino anche per la concomitante inaugurazione della sesta edizione del Chocofestival, evento targato Confartigianato. Immancabili, poi, i soliti ingorghi viari con via Vezio Marcello, la parallela del corso, bloccata per lungo tempo da un torpedone di vetture rimaste imbrigliate nei nuovi divieti del centro storico. Taglio del nastro, ieri sera, della contestata fontana di piazza Valignani alla presenza di numerose autorità civili e militari. L’amministrazione ha scelto di fare le cose in grande con il sindaco che ha radunato l’intera giunta, un folto numero di consiglieri e i Club Service della città. Peccato per il sottofondo musicale scelto a suggello della serata con improponibili ballate latino americane, che poco o nulla si addicevano alla solennità del momento, fatte risuonare ad alto volume in una piazza Valignani gremita all’inverosimile. Una caduta di stile a cui lo staff del sindaco ha cercato subito di rimediare stoppando la musica e precisando che nessuno in Comune sapeva nulla. Sorpreso da tanto trambusto anche l’arcivescovo Bruno Forte invitato per tenere a battesimo la nuova fontana di piazza Valignani. Un’opera realizzata dall’ente con un finanziamento di circa 250 mila euro coperto, per lo più, da fondi comunitari. Monsignor Forte ha mostrato la solita verve suscitando l’ilarità dei presenti con una battuta ironica sull’eterna rivalità tra Chieti e Pescara. «Dicono che Chieti- sorride Forte- sia una città alla camomilla. Forse saranno dei pescaresi a cui, comunque, vogliamo bene». I sorrisi si sommano a diversi applausi prima che la folla si ricomponga per ascoltare le parole dell’arcivescovo. «La nostra è una città che ha poca fiducia in se stessa. Questa fontana si trova nel cuore di Chieti, tra palazzi bellissimi, e ripropone simboli imprescindibili per noi. L’acqua è la vita, lo zampillo è un richiamo alla vitalità e la luce- dice Forte- è il simbolo stesso della vita». La recita collettiva del “Padre nostro” va a benedire una fontana oggetto di feroci polemiche. Il sindaco, però, ostenta sicurezza e si mostra entusiasta. «Questa è la fontana Teate. E’ il primo passo- afferma il sindaco- per restituire il centro ai pedoni». Malgrado il primo esperimento di chiusura di piazza Valignani abbia portato in dote code e il malumore dei commercianti del secondo tratto di corso Marrucino.

Jari Orsini