L’amore per la famiglia e la passione per il lavoro. Addio a Mario Toto. Lutto a Chieti

2 Ottobre 2026

Aveva 87 anni. Insieme ai fratelli Carlo e Ignazio ha contribuito a costruire

l’impero della famiglia. Oggi la camera ardente, domani i funerali a Chieti Scalo

CHIETI

L’amore per la famiglia e per il lavoro prima di tutto il resto, sempre. E quel dolore per un lutto gravissimo che non è mai guarito del tutto. Se ne va, a 87 anni, Mario Toto, uno dei fondatori del colosso Toto spa. Si è spento ieri, accanto all’affetto dei suoi cari. Lascia la moglie Luciana, il figlio Daniele, le nipoti Matilde e Ginevra e il fratello Carlo.

Chi lo ha conosciuto fin dai primi tempi in cantiere, negli anni Sessanta ricorda la sua incredibile tenacia e la dedizione totale al lavoro. Insieme al fratello minore Carlo e al maggiore, Ignazio, prese in mano l’azienda fondata dal padre Alfonso fino a renderla una delle realtà più importanti nel settore dell’edilizia. Il primo vero salto è avvenuto con l’iscrizione all’albo dei costruttori e la vittoria del primo bando pubblico dell’azienda. Una gara da 100 milioni di lire per la costruzione della statale 265 subequana. Carlo, l’unico diplomato, si occupava della parte manageriale; Ignazio, il maggiore, era quello appassionato di trasporti; Mario, invece, amava la vita di cantiere. Lo viveva più di tutti. Quattordici ore al giorno lì dentro, sempre il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene, racconta chi ha passato con lui quei primi anni di fatica che sono state le basi del successo imprenditoriale della famiglia.

Mario aveva poi deciso di puntare sull’industria, fondando la Coid, azienda che si occupava di travi prefabbricate. Tangentopoli complicò tutto: molte aziende non furono più pagate dalle stazioni appaltanti e così finì che gli imprenditori smisero di pagare i fornitori. Anche la Coid pagò le conseguenze di quest’effetto a catena. I segni di quell’avventura imprenditoriale però sono visibili ancora oggi: basta guardare in alto, passando su un viadotto, per trovare, ben visibile, il nome della società.

La vita per Mario, uomo molto riservato, quasi monolitico all’esterno – un po’ come i fratelli – ha sempre oscillato tra il lavoro e la famiglia, a cui era legatissimo. Per questo ha sofferto particolarmente quando, nel 1996, ha perso il figlio Roberto in un incidente in moto. Una ferita profonda, che non si è mai sanata del tutto per lui che stravedeva per la moglie e i figli. Negli ultimi anni della sua vita si era ritirato a vita privata, accanto all’amata Luciana, al figlio Daniele e alle sue adorate nipoti.

Oggi, dalle 16 alle 19, sarà allestita la camera ardente nella casa funeraria “Casa del ricordo L. D’Emilio” in via Tiburtina Valeria, mentre i funerali si svolgeranno domattina, alle 9.30, alla chiesa del Santissimo crocifisso di Chieti Scalo.

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